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SICILIA QUEER 2020 / I vincitori della decima edizione

Si è conclusa la decima edizione del Sicilia Queer e come di consueto è stato celebrato il rito delle premiazioni a cui le difficoltà e i limiti imposti dalle norme anti covid non hanno tolto lo smalto di sempre.

La Giuria internazionale composta dall'italiano Ernesto Tomasini (attore, musicista, artista e performer), dalla svizzera Jasmin Basic (storica del cinema, selezionatrice e produttrice), dalla spagnola Nuria Cubas (direttrice artistica Filmadrid), dal francese Michael Dacheux (regista) e dall'austriaco Dietmar Schwarzler (distributore, curatore e scrittore) ha assegnato il premio per il miglior lungometraggio della sezione Nuove Visioni a Ne croyez surtout pas que je hurle di Frank Beauvais e una menzione speciale a Felix in Wonderland di Marie Losier. La stessa giuria conferisce il premio per il miglior cortometraggio della sezione Queer Short a A Mordida di Pedro Neves Marques, e la menzione speciale a Erwin di Jan Soldat. La Giuria del Palermo Pride ha premiato ex aequo i cortometraggi Carne di Camila Kater e NEGRUM3 di Diego Paulino. Il Premio del pubblico invece è andato, per i lungometraggi, a Deux di Filippo Meneghetti, e per i cortometraggi a Le Dragon à deux têtes di Páris Cannes.


 Le motivazioni della giuria internazionale

Nuove Visioni 2020


Premio miglior lungometraggio - Best Feature Film

Ne croyez surtout pas que je hurle di Frank Beauvais (Francia, 2019)

 «Il film compone un collage cinematografico, dove l’uso della cinefilia funge da innesco per creare un universo pieno di immagini. Questo collage coesiste con un testo profondo ed elaborato, che si avvicina alla formula del diario personale. L'approccio delicato ma potente ai problemi comuni di un'intera generazione e ai conflitti sociali e politici del nostro tempo, attraverso una storia totalmente personale, rende questo film una proposta tanto intima quanto universale».

«Ne croyez surtout pas que je hurle composes a cinematographic collage where the intelligent use of cinephilia serves as a trigger to create a universe full of images. This collage coexists with a deep and elaborated text close to the personal diary. The subtle but powerful approach to the common problems of a whole generation and to the social and political conflicts of our time, through a totally personal story, makes this film a proposal as intimate as it is universal».

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Menzione speciale - Special Mention
Felix in Wonderland di Marie Losier (Francia/Germania, 2019)

«Felix Kubin è un musicista tedesco con una grande passione per i sintetizzatori analogici, gli organi e i drum computer. Il suo repertorio comprende esperimenti sonori, composizioni e produzioni radiofoniche. Marie Losier è una regista che si occupa di ritratti di artisti eccezionali. Gli spettacoli di Felix in Wonderland mostrano ciò che può accadere in un processo collaborativo, danno spazio ad entrambe le professioni per sperimentare e conoscersi. Losier crea un ritratto pieno di umorismo e passione e mette in scena una dichiarazione d'amore per l'esperimento, che si esprime in molti modi diversi. Queer è qui inteso per le idee straordinarie, i modi di pensare alternativi, i processi non normativi e il divertimento. Terminato il film gli spettatori si sono avvicinati molto a Felix Kubin e alla sua musica. Non si può chiedere di più a un ritratto».

«Felix Rubin is a German musician with a great passion for analog synthesizers, organs and drum computers. His repertoire includes sounds experiments, compositions and radio play productions. Marie Losier is a filmmaker with a focus on portraits of exceptional artists. Felix in Wonderland shows, what can happen in a collaborative process, gives both professions space to try out and present themselves. Losier creates a portrait that is bursting with humour and passion and represents a declaration of love for the experiment, which is expressed in many different ways. Queer stands here for extraordinary ideas, alternative ways of thinking, non – normative processes and fun. After the film you got a lot closer to Felix Rubin and his music. More you cannot ask from a portrait».

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 Queer Short 2020

Premio miglior cortometraggio - Short film Award

A Mordida di Pedro Neves Marques (Portogallo/Brasile, 2020)

«Un'opera formalmente affascinante e narrativamente audace che evoca una pandemia che fa eco alla natura, alla politica, alla scienza e al genere. Giocando abilmente con i generi cinematografici, A Moridida è anche - e soprattutto - un riflesso dell'oscuro conservatorismo che il Brasile sta vivendo sotto l'attuale governo di Bolsonaro».

«A formally fascinating and narratively audacious work evoking a pandemic that echoes with nature, politics, science and gender. Smartly playing with film genres, The Bite is also - and foremost - a reflection of the dark conservatism Brazil is experiencing under the current Bolsonaro government».SQ20 QS 10 A Mordida 01

Menzione speciale - Special Mention
Erwin di Jan Soldat (Germania/Austria, 2020)

«Erwin fa parte di una serie di Jan Soldat intitolata First Dates Short Films. Il contatto viene stabilito tramite annunci su varie piattaforme di incontri, e il desiderio di Erwin di presentarsi è chiaro ed evidente. Il regista rimane presente solo come interrogatore amichevole che si limita all'essenziale, concentrato a preservare le routine sessuali quotidiane e le storie dei suoi protagonisti, senza giudicarli. Il cinema funziona qui come una formula per stabilire un contatto, esplorando le possibilità del primo incontro».

«Erwin is part of a series by Jan Soldat entitled First Dates Short Films. The contact is established using ads on various dating platforms, and Erwin’s wish to present himself is clearly noticeable. The director only remains present from the Off as friendly questioner who limited to the essentials, focused on preserving the daily sexual routines and stories of his protagonists, without judging them. Filmmaking functions here as a form of establishing contact, exploring the possibilities in the first encounter».

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 Le motivazioni della giuria del Palermo Pride

Carne di Camila Kater (Brasile/Spagna, 2019)

«Per essere riuscito, con le sue animazioni interamente prodotte da donne, a rappresentare dei corpi "universali" nei quali ognuna di noi è in grado di riconoscersi. Carne dipinge un manifesto femminista che, cosciente delle differenze, dichiara l'importanza dell'inclusività e della rivendicazione costruita a partire dai corpi, come soggetti politici, privati e pubblici. L'elaborazione, così intima e femminile, proposta da questo cortometraggio, riesce a sdoganare molti di quegli stigmi e dei taboo dei quali portiamo i segni addosso lungo tutto il corso delle nostre vite: proposito che perseguiamo con il nostro movimento e che condividiamo in pieno».

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NEGRUM3 di Diego Paulino (Brasile, 2018)

«Per aver costruito un discorso politico intersezionale di rivendicazione orgogliosa e di lotta utilizzando un linguaggio eterogeneo che non fa solo uso delle immagini ma anche della performatività dei corpi in ballo e della musica. Negrum3 coniuga orgoglio Queer e orgoglio nero a partire dai corpi come strumenti di lotta e rivoluzione esattamente come fanno i Pride».

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