Il Sicilia Queer filmfest ha deciso di istituire un premio intitolato a Nino Gennaro, esempio di intellettuale siciliano eclettico e non allineato, coscienza civile scomoda e poetica.

Il Premio sarà assegnato ogni anno a un/a artista o intellettuale che si sia distinto/a in modo particolare per la sua attività e il suo impegno finalizzati alla diffusione internazionale della cultura queer, alla valorizzazione delle differenze e alla difesa dei diritti delle persone glbt.


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Nino Gennaro, poeta, attore, regista e autore teatrale, nasce a Corleone (Palermo) nel 1948 e muore a Palermo nel 1995. Attivista politico e culturale, fonda a Corleone negli anni ’70 i primi circoli ricreativi e culturali, unendo studenti e disoccupati per discutere di libri, arte e politica.
La sua omosessualità è fin da subito al centro del suo attivismo politico e della sua produzione intellettuale, e per questo Gennaro è particolarmente osteggiato dall’ambiente ristretto di Corleone dominato da una cultura provinciale, perbenista e pseudo-mafiosa, non per questo trovando maggiore considerazione nei locali politici di sinistra. Negli anni ’80 si trasferisce a Palermo e comincia a partecipare attivamente alle occupazioni della Facoltà di Lettere, scrivendo le sue poesie su grandi tazebao che appende alle pareti della Facoltà. Fonda la compagnia teatrale “Teatro Madre”, che si avvale di attori non professionisti e gira per i quartieri popolari della città, mentre i suoi scritti cominciano a circolare più diffusamente, pubblicati da editori come Flaccovio, o in maniera più clandestina nei circoli underground non soltanto palermitani.
Nel 1987 si ammala di AIDS, ma non viene meno al suo impegno intellettuale, continuando a scrivere testi teatrali, canzoni e opere varie. Una divina di Palermo, La via del Sexo, O si è felici o si è complici sono alcuni tra i suoi spettacoli più noti, e continuano ad essere interpretati in tutta Italia grazie all’impegno della compagnia di Massimo Verdastro. I suoi scritti sono pubblicati da Perap, dalle Edizioni della Battaglia e da Editoria&Spettacolo. Recentemente, il comune di Corleone ha deciso di non intitolare un centro sociale a Nino Gennaro «perché gay e drogato»: e drogato di certo non era.


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