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SICILIA QUEER 2026 / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes

Sabato 28 febbraio, alle ore 19 presso il Cinema De Seta (Cantieri Culturali alla Zisa), il Sicilia Queer filmfest presenta "La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes".

Per la sezione EXTRA del Sicilia Queer 2026, un programma di cinque cortometraggi, in anteprima regionale, di autrici e autori internazionali che Chiara Volpes – una persona cresciuta con il festival e divenutane programmer negli ultimi anni – aveva amato e proposto per la programmazione del SQFF, ma che per ragioni di spazio non avevano mai avuto l’occasione di essere proiettati. 

"La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes" è un evento pensato per continuare pubblicamente a ricordare Chiara, che con il suo entusiasmo ha accompagnato la storia del Sicilia Queer sin quasi dall’inizio delle sue attività, e che il 4 agosto 2025, a soli 29 anni, ci ha lasciati a causa di un cancro.

La serata è ad ingresso gratuito, ma i partecipanti potranno liberamente contribuire e sostenere la raccolta fondi di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS.

 


 

IL PROGRAMMA DI PROIEZIONE

 

A Summer Place
di Alexandra Matheou (Cipro, Francia 2021, 22’) / anteprima regionale

Tina è una food stylist annoiata dalla vita. Le sue giornate passano tra gli eventi dei suoi volgari committenti arricchiti e le bevute in solitaria sulla sua barca al largo dalle coste di Limassol, a Cipro. L’incontro inaspettato con Nadine può forse rompere la routine, e provare a scrivere una nuova storia che ri-elettrizzi l’immobilità quotidiana. E così Alexandra Matheou rilancia il silenzio della vita della protagonista con le domande, i dialoghi, gli scambi fra lei e la sua nuova conoscenza, un incontro che ridà sapore alla vita e soprattutto, letteralmente, al cibo – quello che lei mangia in momenti prosaici, in contrapposizione a quello che deve dipingere su barocchi dolci da esposizione. Per non perdere la speranza di ridare energia alle cose.

Ricochet
di Daviel Shy, Valerie Whitehawk (Stati Uniti 2023, 4’) / anteprima regionale

Sembra che sia un idillio: due donne si godono una luna di miele in un deserto incontaminato. Ma c’è qualcosa in quelle fragole che si imboccano a vicenda, sono loro probabilmente la scintilla per un viaggio acido e violento da cui non c’è via d’uscita. Girato in pellicola, percorso da scariche elettriche misteriosissime, Ricochet assottiglia il confine fra amore e morte con enorme capacità dissimulativa, giocando di accostamenti subliminali e di scosse sotterranee. Il buio e la luce, la realtà e l’allucinazione, incastrano lo spettatore in una brevità lancinante e fuori controllo, tutt’altro che effimera, responsabile di una caduta libera per la quale non si nota nemmeno il tuffo di partenza, un mondo che si sbriciola in modo incontenibile.

Requiem
di Em J. Gilbertson (Regno Unito 2021, 24’) / anteprima regionale

Nell’Inghilterra del 1605 e della caccia alle streghe, la giovane Evelyn è indirizzata dal padre, pastore protestante, verso un matrimonio combinato con un giovane uomo di buona famiglia. È però innamorata dall’umile Mary, con cui si incontra lontane da occhi indiscreti. È una vita destinata al segreto, perché la scoperta della verità da parte della comunità del villaggio potrebbe avere tragiche conseguenze. Sullo sfondo opprimente di un mondo chiuso, scuro, asfissiato dal bigottismo moralista della religione, la storia di Evelyn (la leggendaria Bella Ramsay direttamente da Il trono di spade) è emblematica del desiderio passionale della libertà anche dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo, e della rabbia che può scaturire dalla castrazione di quella stessa libertà. Tutto in un’affascinante fotografia al lume di candela – o, purtroppo, di rogo.

Léo la nuit
di Nans Laborde-Jourdáa (Francia 2021, 21’) / anteprima regionale

Léo è un giovane omosessuale appassionato, vivace, eccitato. Léo è anche un padre premuroso, gentile, rassicurante. La sera del compleanno di suo figlio si deve barcamenare fra questi due diversi motori esistenziali e dividersi nonostante goffaggini e distrazioni. Nans Laborde-Jourdáa tallona Léo (dividendosi anche lui fra il davanti e il dietro la macchina da presa: lui stesso interpreta Léo) e non sa se biasimarlo per certe sue inettitudini o stimarlo per come riesca a circondarsi di affetto e amore. Alla fine ripiega per la scelta di mezzo: volergli semplicemente bene, e con gentilezza affascinante e imperfetta cattura in corsa un ritratto impressionista, fra parchi e camere d’albergo, fra incontri sessuali e tenerezze familiari, con una spontaneità che riterremo impossibile e invece, conoscendo Léo, pare inattaccabile.

La llum que cobreix les ferides
di Pol Merchan (Spagna, Germania 2024, 12’) / anteprima regionale

Se c’è una persona con cui dovrebbe essere possibile essere assolutamente se stessi quella è la propria madre. Pol Merchan affronta dunque il viaggio che lo riporta da lei, in un tentativo di riappacificazione e di comprensione reciproca. E il viaggio si traduce in un caleidoscopio di duplici possibilità, evocate dal perenne split screen: riusciranno i due a riconciliarsi? A capirsi? È possibile che al fisico viaggio di Pol, che ha raggiunto la madre, si attagli anche il viaggio che la madre deve fare attraverso i dubbi fino all’accettazione? Il viaggio è comunque un evento trasformativo, e il film di Pol Merchan ne esplora traiettorie e potenziali deviazioni con grande sensibilità.

 


MATERIALE STAMPA / IMMAGINI
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Ufficio Stampa Sicilia Queer filmfest
Ada Tullo +39 3492674900 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


 

SICILIA QUEER
International New Vision
FILMFEST
Palermo, 25-31 maggio 2026
Cantieri culturali alla Zisa

 

GALLERIE FOTOGRAFICHE