presenze / 21 novembre 2017
presenze / 21 novembre 2017
presenze / 21 novembre 2017
eterotopie / 21 novembre 2017
eterotopie / 21 novembre 2017
eterotopie / 21 novembre 2017
eterotopie / 21 novembre 2017
arti visive / 21 novembre 2017
Il racconto in soggettiva di Regina José Galindo a Palermo nell’aprile del 2015. Le sue dichiarazioni, la performance-installazione Raíces e la mostra antologica Estoy Viva sono un pretesto per raccontare il corpo come luogo politico all’interno dell’arte contemporanea.
arti visive / 21 novembre 2017
Cinque artisti diversi, cinque luoghi diversi, cinque sguardi differenti. La Sicilia vanta una delle più alte densità di artisti outsider in Europa. È un’isola dove la condizione di outsider diventa quasi normale e necessaria per coloro che non abbiano altro modo di vivere se non quello di restare ai margini.
arti visive / 21 novembre 2017
Lungo questo itinerario da Messina a Sciacca abbiamo incontrato molte opere ed artisti nel tentativo di penetrare il mistero dell'arte irregolare, quella che parla come l’arte ufficiale non riesce a fare.
queer music / 21 novembre 2017
queer music / 21 novembre 2017
queer music / 21 novembre 2017
carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017
Solange, un’avvocatessa famosa per accettare cause senza speranza, decide di difendere René, un giovane accusato di aver ucciso Jeanne, la zia psicoanalista. Thriller, psicanalisi, infanzia, mistero: molte delle tematiche tipiche del cinema di Ruiz si intrecciano in questo film che anche grazie alle memorabili interpretazioni di un cast stellare (Piccoli, Deneuve, Lafont, Poupaud tra gli altri) ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1997.
carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017
Nel dicembre del 1994 Raúl Ruiz è a Palermo per tenere varie conferenze dal titolo Il cinema come viaggio clandestino. Grazie alla collaborazione tra la Filmoteca Regionale e il Sicilia Queer filmfest questo lavoro archeologico ci permette di recuperare un evento che ci riporta tutta la vivacità intellettuale di un autore profondamente legato al cinema e al mondo delle immagini in generale.
carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017
Due uomini nella notte al calore di un falò decidono di scavare una buca alla ricerca di alberi di mandarino. Il giorno dopo si ritrovano alla fine del tunnel, all’interno di un mandarineto scambiando degli strani dialoghi con un cacciatore. In un’atmosfera surreale il lavoro del regista cileno mette in scena dei testi di Franco Scaldati utilizzando un tono a metà tra l’onirico e il nonsense. Il pozzo dei pazzi è un cortometraggio di Raúl Ruiz, immagini per la più celebre pièce di Franco Scaldati. A seguire il prologo che Ruiz filmò per la messinscena di Elio De Capitani al Piccolo Teatro di Palermo nel 1989 dello spettacolo di Franco Scaldati, qui a confronto con Le belle bandiere di Pier Paolo Pasolini.
One night, two men by the bonfire decide to dig a hole in search of mandarin trees. The following day they find themselves at the end of the tunnel, in a mandarin plantation where they have a bizarre conversation with a hunter. In a surreal atmosphere, the Chilean director’s work puts on screen some of Franco Scaldati’s texts with a dreamy and nonsensical tone. Il pozzo dei pazzi is a short movie by Raúl Ruiz, a collection of images for Franco Scaldati’s most renowned play. Followed by the prologue that Ruiz filmed for the show directed by Elio De Capitani at Piccolo Teatro di Palermo in 1989, where Franco Scaldati reads a passage taken from Pasolini’s Le belle bandiere.
retrovie italiane / 14 novembre 2017
Uno degli episodi più crudi e misteriosi della Resistenza, il dirottamento di una corriera da parte di tre brigatisti neri conclusosi in un’esecuzione sommaria, costituisce il soggetto per uno dei più film più significativi di Gian Vittorio Baldi. Sempre distintosi come uno dei registi e produttori più industriosi ed originali del panorama italiano, Baldi si mantiene in bilico tra fiction e documento, indagando il sottile confine tra ragione e sentimento.
retrovie italiane / 14 novembre 2017
Lise, una ragazza ebrea, giunge il 26 luglio 1943 al lieben camp insieme ad altre giovani destinate ai piaceri dei soldati nazisti in licenza. Il campo è dominato dalle bieche figure del comandante Konrad e della kapò Wagma impegnati a torturare e uccidere sadicamente. Entrambi, indifferenti al dramma di Lise, che si augura solo di poter morire, si sforzano di piegarla al dolore e alla disperazione.
presenze / 14 novembre 2017
Romain, fotografo di moda trentunenne, scopre che gli rimangono soltanto tre mesi di vita. Dopo un consulto con il medico decide di rifiutare le cure per il suo tumore: lascia il lavoro, allontana il compagno Sasha e fa di tutto per inimicarsi e ferire la sorella. L’unica persona della famiglia con cui riesce a confidarsi è sua nonna Laura. Mentre è in viaggio per raggiungere la nonna, incontra Jany che lavora come cameriera in un bar. La donna, concorde con il marito sterile, gli chiede di aiutarli a fare un bambino. Dopo una iniziale resistenza, Romain accetta di fare l’amore con la ragazza, a condizione che partecipi anche il marito. Jany rimarrà incinta. Prima di morire, Romain riallaccerà i rapporti con la sorella e farà testamento, riconoscendo il figlio e designandolo quale erede universale.
Romain, thirty-one-year-old fashion photographer, finds out that he has only three month to live. After a consultation with his doctor he decides to refuse medical treatment for his tumour: he quits his job, pushes away his partner Sasha and makes every effort to make his sister become hostile to him and to hurt her. The only person of the family to whom he is able to confide the truth is his grandmother Laura. On the way to his grandmother’s. he meets Jany who works as a waitress in a coffee. The woman, in agreement with her sterile husband, asks him to help them have a child. After an initial resistance, Romain accepts to make love with the girl, on the condition that her husband will participate too. Jany will get pregnant afterwards. Before dying, Roman gets back in touch with his sister and makes a will, recognising his son and naming him his sole heir.
presenze / 14 novembre 2017
Un detective privato alcolizzato e un sicario: due figure classiche del noir cinematografico omaggiate qui nel primo dei cortometraggi realizzati da Melvil Poupaud all’età di 11 anni. Il loro rapporto di attrazione-ripulsione sarà legato, come da tradizione, a un affare di soldi.
Pagina 38 di 49