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Moscow Does Not Believe in Queers

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[ita]
Il videotape di John Greyson sul suo viaggio al Festival della Gioventù di Mosca del 1985 è, nel migliore dei sensi possibili, il lavoro di un agitatore politico e formale: sgradevole, eccentrico, spiritoso e sensuale, sessualmente esplicito, politicamente lucido e del tutto dialettico. Narrato come una storiella imbarazzante raccontata a un suo “amico di letto”, la memoria della visita a Mosca si perde in vivide curiosità sulla cultura gay underground, sulle voci della Guerra Fredda e sui rapporti occasionali, proprio come le sue registrazioni documentarie ci conducono a un momento fittizio e speculativo di un’intervista televisiva di Aleksandra Kollontaj, a frammenti di un thriller di spionaggio (Ice Station Zembra, 1968) con Rock Hudson, che all’epoca stava morendo per cause legate all’AIDS, e al porno gay.

[eng]
John Greyson’s videotape from his trip to the 1985 Moscow Youth Festival is, in the best sense, the work of a political and formal agitator: nasty, quirky, witty and sensual, sexually explicit, politically lucid, and wholly dialectical. Narrated as an awkward story told to a curious friend with benefits of his, the memory of visiting Moscow will take a detour into vivid curiosities of underground gay culture, Cold War rumors and hooking up, just as his documentary recordings will take one into a fictitious speculative moment of Alexandra Kollontai giving an interview for television, snippets of an espionage thriller (Ice Station Zebra, 1968) starring Rock Hudson, who back then was dying of AIDS-related causes, and gay porn.

 

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