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[ita]
Tre dischi miniDV vengono ritrovati: sono i filmati che Kamal Aljafari ha girato a Gaza nel 2001, quando si era messo alla ricerca di un vecchio compagno di cella del regista stesso, incarcerato dagli israeliani nel 1989. Insieme a una guida, Hasan, quella ricerca diventa un viaggio dal Nord al Sud della Stiscia di Gaza, una riflessione sul tempo e sulle ferite che si rimarginano, una meditazione sui fantasmi che portano con sé i materiali d’archivio.
With Hasan in Gaza è la mesta contemplazione di un mondo che non esce da infiniti cicli di martirio. Lo sforzo del gesto di Kamal Aljafari è di dare materialità a luoghi, palazzi, superfici che nel presente del 2025 (quando il film è presentato in concorso a Locarno) forse non esistono più. Un film che è una sorta di controcampo, o di “negativo”, di A Fidai Film (2024): con un leggero esercizio di sovrapposizione, i luoghi integri e trafficati di With Hasan in Gaza occupano gli stessi volumi svuotati e distrutti di A Fidai Film, tanto che non è più chiaro se uno spazio vuoto è effettivamente una piazza o l’anima invisibile di un edificio distrutto.
[eng]
Three miniDV discs are found: they are the footage that Kamal Aljafari shot in Gaza in 2001, when he was searching for one of his old cellmates, imprisoned with him by the Israelis in 1989. Together with a guide, Hasan, the search becomes a journey from the north to the south of the Gaza Strip, a reflection on time and healing wounds, a meditation on the ghosts that archival materials carry with them.
With Hasan in Gaza is a sad contemplation of a world that remains stuck in endless cycles of martyrdom. Kamal Aljafari's effort is to give substance to places, buildings, and surfaces that in the present of 2025 (when the film is being screened in competition at Locarno) perhaps no longer exist. A film that is a sort of reverse shot, or “negative,” of A Fidai Film (2024): with a slight exercise in superimposition, the intact and busy places of With Hasan in Gaza occupy the same emptied and destroyed volumes of A Fidai Film, so much so that it is no longer clear whether an empty space is actually a square or the invisible soul of a destroyed building.