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[ita]
Infiorescenze estese, rigogliose, screziate di colori vividi. Prati sbocciati di una terra usurpata e deumanizzata che non somiglia più a se stessa e verso cui sembra ormai impossibile rivendicare un’appartenenza. Violenze indicibili celate dietro la fragile bellezza della natura. Le immagini d’archivio degli anni ‘30 e ‘40 del 1900 che si stagliano davanti al nostro sguardo restituiscono un mondo ormai scomparso, obliterato dagli immaginari, dalle narrazioni e dagli orrori del presente. Un saggio poetico e politico che interroga il ruolo della produzione di immagini come strumento di violenza e, insieme, di testimonianza, soprattutto quando incontra il legame profondo tra gli umani e la terra. Rivendicando il materiale d'archivio come forma di memoria e resistenza in un tempo incerto come il nostro, il film si fa gesto di opposizione alla sistematica cancellazione culturale che l’occupazione ha sempre tentato di imporre alla Palestina.
[eng]
Extensive, luxuriant inflorescences, flecked with vivid colours. Meadows in bloom on a usurped and dehumanised land that no longer resembles itself, and towards which it now seems impossible to claim any sense of belonging. Unspeakable violence concealed behind the fragile beauty of nature. The archival images of the 1930s and 1940s that unfold before our eyes restore a world that has now disappeared, erased by the imaginaries, narratives, and horrors of the present. A poetic and political essay that questions the role of image-making as both an instrument of violence and a form of testimony, especially when it encounters the profound bond between humans and the land. By reclaiming archival material as a form of memory and resistance in an uncertain time like our own, the film becomes a gesture of opposition to the systematic cultural erasure that the occupation has long sought to impose on Palestine.