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4 ottobre 2014, 00.00 /

anteprime queer

Atlas

Antoine D’Agata

Francia 2013 / 75' / v.o. sott. it.

Tutti conoscono Antoine D’Agata come fotografo, esploratore degli spazi dell’eccesso e dei luoghi del profondo, il suo sguardo paragonabile a quello di un Francis Bacon della fotografia. Non molti invece sanno delle sue esplorazioni oltre i confini della sua arte, di cui Atlas rappresenta il primo esperimento compiuto: un lungometraggio che guarda ai corpi e alle voci incontrate per il mondo provando a superare i limiti dell’immagine fissa. Non è un esperimento facile né allegro: e non è nemmeno esente da critiche. Il posizionamento del fotografo rispetto alle storie che racconta, tuttavia, rende questo film un tentativo di superamento dei compartimenti stagni con il quale vale la pena di confrontarsi. Droga, prostituzione, malattia nelle lingue delle donne che D’Agata ha incontrato o amato. Un ritratto intimo e sconvolgente.

We all know Antoine D’Agata as a photographer, as an explorer of the excess and the depths, his photographic style recalling Francis Bacon. But few people know about his explorations beyond the borders of his own art; Atlas represents his first complete experiment of these explorations: a feature film that looks at the bodies and voices he has met around the world trying to overcome the limits of the still picture. It is not an easy nor a happy experiment: and it isn’t even immune to criticism. In spite of this, the position of the photographer towards the stories he tells make this film an attempt to overcome the hermetically sealed compartments of the artist and the subject, an attempt which is worth considering. Drug, prostitution, illness in the native languages of the women that D’Agata has met or loved. An intimate and upsetting portrait.

Antoine D’Agata

Nato a Marsiglia nel 1961, lascia la Francia nel 1983 e nel 1990 durante un soggiorno a New York si avvicina alla fotografia: si iscrive all’International Center of Photography dove segue i corsi di Larry Clark e Nan Goldin e lavora come assistente editoriale per l’agenzia Magnum. Nel 2001 pubblica Hometown, con il quale vince il prestigioso premio Niépce per giovani fotografi, e nel 2004 entra a far parte dell’Agenzia Magnum Photo e gira il suo primo cortometraggio Le Ventre du Monde; questo esperimento lo porterà al lungometraggio Aka Ana, girato nel 2006 a Tokyo. Da allora l’autore ha continuato a viaggiare intensivamente in giro per il mondo, realizzando progetti in molte delle città da lui visitate. Il suo lavoro è stato esposto nelle più prestigiose gallerie del mondo ed è entrato a far parte di collezioni permanenti. Antoine D’Agata vive tra Parigi e Marsiglia e fotografa attraverso il mondo.

He was born in Marseilles in 1961, left France in 1983 and, during his stay in New York in 1990, he took an interest in photography. He took courses at the International Center of Photography, where his teachers included Larry Clark and Nan Goldin, and worked as an intern in the editorial department of Magnum. In 2001 he published Hometown and won the Niépce Prize for young photographers. In 2004 D’Agata joined Magnum Photos and in the same year shot his first short film, Le Ventre du Monde. This experiment led to his long feature film Aka Ana, shot in 2006 in Tokyo. From that moment on the author kept on traveling intensively all around the world realizing projects in several of the cities he visited. His works were shown in the world’s more prestigious galleries and became part of some permanent collections. Antoine D’Agata lives between Paris and Marseilles and photographs throughout the world.

Atlas

Antoine D’Agata

Francia 2013 / 75' / v.o. sott. it.

screenplay Antoine D’Agata, Antoine Thiron

cinematography Antoine d’Agata

editing Dounia Sichov

sound Gilles Benardeau

producer Valentina Novati, Indipendencia

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