retrovie italiane / 22 maggio 2026
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[ita]
Alla fine degli anni Novanta, in un teatro distrutto nel pieno centro di Palermo, Carlo Cecchi sta lavorando alla messa in scena del Sogno di una notte d’estate, secondo spettacolo della sua trilogia shakespeariana, tradotto dalla poeta Patrizia Cavalli. La regista Francesca Comencini – che vede in Cecchi l’ultimo esponente di un’Italia non asservita alla comunicazione e al potere berlusconiano – decide di seguirlo ed è autorizzata a riprendere le prove dello spettacolo, a condizione che faccia tutto da sola e con discrezione. La magia del teatro rimette in vita le macerie del Teatro Garibaldi, e i capannoni dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, animati da un gruppo di giovani attrici e attori guidati da uno dei più importanti registi teatrali del secolo, sembrano incarnare il sogno di una possibile ricostruzione morale e civile all’indomani delle stragi di mafia del 1992.
Co-prodotto dalla televisione francese e a lungo introvabile, il documentario di Francesca Comencini è un’ode all’Italia dei poeti, della grazia e dell’arte, ma anche un film sul lavoro teatrale e sulla compenetrazione assoluta fra l’opera e ciò che le sta attorno, per riscattare da una lunga nottata una comunità, una città e con esse, forse, l’intero Paese.
[eng]
In the late 1990s, in a dilapidated theater in the heart of Palermo, Carlo Cecchi is working on a production of A Midsummer Night’s Dream, the second play in his Shakespearean trilogy, translated by the poet Patrizia Cavalli. Director Francesca Comencini – who sees Cecchi as the last representative of an Italy not subservient to the media and Berlusconi’s power – decides to follow him and is allowed to film the show’s rehearsals, on the condition that she does it all on her own and with discretion. The magic of theater breathes new life into the ruins of the Teatro Garibaldi, and the warehouses of the Cantieri Culturali alla Zisa in Palermo, brought to life by a group of young actors and actresses led by one of the most important theater directors of the century, seem to embody the dream of a possible moral and civil reconstruction in the aftermath of the 1992 mafia massacres.
Co-produced by French television and long out of print, Francesca Comencini’s documentary is an ode to the Italy of poets, grace, and art, but also a film about theatrical work and the absolute interpenetration between the play and its surroundings, to redeem a community, a city, and with them, perhaps, the entire country from a long night.
retrovie italiane / 12 maggio 2026
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[ita]
Rasoi è la trasposizione cinematografica del fortunato spettacolo teatrale di Mario Martone e Toni Servillo. Il film è un'appassionante rapsodia costruita attorno ai testi lirici del drammaturgo napoletano Enzo Moscato. Frammenti, monologhi, canzoni si alternano e risuonano come voci libere, che parlano in modo diretto e doloroso di Napoli. La costruzione cinematografica, scarna ed essenziale, lascia ampio spazio agli attori, che si muovono in un'atmosfera scenografica ispirata alla scuola pittorica del Barocco napoletano. Lo spettacolo trasuda un viscerale amore per la città partenopea. La rassegnata rabbia e l'amaro disgusto per il degrado attuale si mischiano al nostalgico rammarico per un nobile passato, che si sta lentamente dissolvendo, corroso dall'inesorabile veleno del tempo. Sirena e puttana al tempo stesso, Napoli vive di ambigue ambivalenze, che creano fascino e repulsione.
[eng]
Rasoi is the film adaptation of the successful stage production by Mario Martone and Toni Servillo. The film is a passionate rhapsody built around the lyrical texts of Neapolitan playwright Enzo Moscato. Fragments, monologues, and songs alternate and resonate like free voices, speaking directly and painfully about Naples.
The cinematic structure is sparse and essential, leaving ample space for the actors, who move within a visual atmosphere inspired by the Baroque Neapolitan painting tradition. The work radiates a visceral love for the city of Naples. Resigned anger and bitter disgust for its present decay mix with nostalgic regret for a noble past slowly dissolving, eroded by the relentless poison of time.
A siren and a prostitute at once, Naples lives in ambiguous contradictions that generate both fascination and repulsion.