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RASSEGNA STAMPA

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Rassegna stampa

22 Agosto 2026

«il manifesto - Alias»
Andrea Inzerillo

La camera da letto e il mondo

Il ricordo: il cinema al limite, cinema «terzo», di Vincent Dieutre scomparso il 10 agosto

«C’è un film del 2013, firmato da Fleur Albert e intitolato “Vincent Dieutre. La chambre et le monde”, che racconta molto bene l’originalità del cinema del regista francese, morto inaspettatamente lo scorso 10 agosto a Parigi ad appena 65 anni. Un cinema che ha fatto di un’intimità non ripiegata su sé stessa la chiave di lettura del presente, e della soggettività dello sguardo un tentativo di risposta allo smarrimento della condizione postmoderna».

19 Agosto 2026

«Steady Page»
Von Jan Künemund

«Die letzte Begegnung mit Vincent fand in diesem Jahr statt, Ende Mai. Er tauchte als Überraschungsgast des Sicilia-Queer-Filmfestivals in Palermo auf, freundlich, etwas verwirrt, unter dem Einfluss starker Schmerzmittel. In einer Art nicht-öffentlicher Séance auf einem Hausdach zeigte er spätabends Material aus einem neuen Film, der bislang durch die Nachlassverwalter*innen von Chantal Akerman verhindert wird».

18 Agosto 2026

«FilmTv»
Andrea Inzerillo

«Se è esistito un cineasta che ha fatto delle città, dei viaggi, degli amori e delle arti un’unica trama indistinguibile dalla vita, questo è Vincent Dieutre. Nato a Rouen nel 1960, è morto improvvisamente il 10 agosto, a soli 65 anni, per un arresto cardiaco. Autore di un progetto artistico non riconducibile a padroni, industrie o consorterie, una considerazione più giusta della Storia del cinema non esiterebbe a collocarlo in una sorta di pantheon minore che per fortuna esiste ed è capace - è il suo caso - di ridisegnare i confini tra documentario, autofiction e melodramma (mélos + drama). Ha guardato il mondo a partire da sé, costruendo il proprio sé in relazione al mondo. Ha fatto del cinema un’opera di riappropriazione, recependo segni dal reale e rinnovandoli al montaggio».

15 Agosto 2026

«il manifesto - Alias»
Giampiero Raganelli

Queercore, Bruce LaBruce

Filmmaker » avventure tra amore per il cinema, underground e porno

«Bruce LaBruce è un filmmaker canadese del movimento Queercore, crocevia tra controcultura punk, attivismo queer e cinema underground. La sua carriera, iniziata a fine anni ’80, si fonda sulla provocazione estetica, usando pornografia e splatter come strumenti politici radicali. I suoi lungometraggi sono stati presentati a festival internazionali come la Berlinale, dove nel 2024 ha presentato The Visitor, adattamento di Teorema di Pasolini. Dopo la Berlinale abbiamo incontrato Bruce LaBruce anche alla 16ª edizione del Sicilia Queer FilmFest, dove ha ricevuto il Premio Nino Gennaro. Da Palermo il regista ha proseguito un tour italiano organizzato da Sicilia Queer, Fondazione Cinema America, Fondazione Prada e Museo Nazionale del Cinema di Torino che, tra fine maggio e i primi di giugno, ha toccato Roma, Milano e Torino».

13 Agosto 2026

«Gay.it»
Matteo Lupetti

Il cinema queer di Desirée Alagna, tra videogioco e memoria

Nel cinema queer di Desirée Alagna, i corpi virtuali dei videogiochi incontrano la memoria collettiva

«N si sveglia dentro il videogioco The Sims 4 di Electronic Arts, in un mondo alieno. Nella sua testa sente la voce extraterrestre di Vega, che lə accompagna in un viaggio attraverso storia e ricordi, filmati di repertorio e sequenze videoludiche. Sono i suoi ultimi momenti prima di morire, uccisə in un intervento di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). N’s Last Game (2026) di Desirée Alagna è un cortometraggio su queerness e psichiatria, memoria e corpi virtuali. Un’opera ibrida e scomoda, che reti di distribuzione e festival faticano a capire. Prima di essere premiata al 44o Bellaria Film Festival e al 16o Sicilia Queer filmfest, ha ricevuto per mesi solo rifiuti».

01 Luglio 2026

«Cahiers du Cinéma» n. 833
Philippe Fauvel

Rêver à Palerme

Festival. La 16° édition du Sicilia Queer Filmfest, qui s’est tenue du 25 au 31 mai à Palerme, s’est distinguée par l’execellence de ses programmations thématiques, entre résistence et exaltation

«Il y a au Sicilia Queer FIlmfest un refus farouche de découper le cinéma en catégories. Ici, rien n’est normé. Une ideée peut être risquée, mais bonne: l’allégorique “Emergency Exit” de Luís Miñarro raconte la dorre excenrticité de personagges réunis, sans bien comprendre pourquoi et comment, dal un car dont on ne connaît par la destination».  

12 Giugno 2026

«Limina»
Marco Arienti

Una panoramica immersiva nel Sicilia Queer Filmfest 2026

Una sperimentazione sempre più estrema e ampia per dar voce e spazio al cinema queer

«Sono i luoghi al margine, i più instabili e meno aderenti ad aspettative predefinite, quelli in cui prendono forma i cambiamenti capaci di arrivare a scuotere il centro e cambiarne le fisionomie consolidate. Arrivato alla sedicesima edizione, il Sicilia Queer Filmfest, tenutosi a Palermo dal 25 al 31 maggio, si conferma un luogo di questo tipo: un laboratorio di sperimentazioni cinematografiche in cui l’idea del queer non è semplicemente illustrata in maniera contenutistica o didascalica, e nemmeno limitata alla sola sfera del genere e dell’orientamento sessuale, ma piuttosto esplorata nel suo senso di identità da inventare, di linea di conflitto che si oppone alle rappresentazioni normative di ogni tipo, attraverso la riflessione su come tradurre sullo schermo le esperienze liminari».

05 Giugno 2026

«WU magaziene»
Davide Colli

Castration Movie Anthology al Sicilia Queer festival

Alla 16esima edizione del Sicilia Queer, l’antologia Castration Movie di Louise Weard ha a vuto la sua première europea a Palermo

«Circumnavigando la conversazione su questo unicum cinematografico, va dato prima di tutto il merito al Sicilia Queer Film Festival di aver compreso la natura dell’operazione Castration Movie di Louise Weard, non limitandosi “semplicemente” a intercettarla prima di altri competitor. Difatti, a un’opera dalle dimensioni monstre (i capitoli al momento disponibili integralmente superano ciascuno le quattro ore) come Castration Movie non poteva che essere destinato uno spazio altro (denominato Castration Area), ibrido tra sala cinematografica e stanza museale, prendendo le modalità fruitive di entrambi i contesti. A questa fluviale visione lo spettatore può infatti adottare un approccio più casuale, consumando questa maratona cinefila “a spizzichi e bocconi”, oppure, scenario più frequente, rimanere assorbito dal flusso di immagini».

30 Maggio 2026

«Giornale di Sicilia»

«La sesta giornata del Sicilia Queer filmfest parte alle 11.30 all’Institut français che accoglie “Lost in Transition”, laboratorio indisciplinato sugli immaginari drag e trans passati, ingresso libero. Le proiezioni dalle 16 al De Seta: dopo la selezione di corti, alle 18 con “Emergency Exit” on the road esistenziale sul cinema e sui suoi simulacri del regista Luis Miñarro. Alle 20.15 la regista canadese Louise Weard e l’interprete Avalon Fast introducono “Castration Movie Anthology III. Junior Ghsts - Premorphic Drift; a fragmentary passage” a cui segue “Camp” di Avalon Fast, sorprendente drama stregonesco».

29 Maggio 2026

«Il Venerdì di Repubblica»
Emiliano Morreale

«Trent’anni fa Palermo era nel pieno di una rinascita. Una moilitazione civile e culturale mai vista seguira alle stragi di mafia. Scrittori, cineasti, musicisti davano vita a una stagione irripetibile. Al teatro Garibaldi, un edificio ottocentesco in rovina, Carlo Cecchi installò nel 1996 una compagnia che ogni anno metteva in scena un classico di Shakespeare (e poi continuò con altri testi). Di recente ha rievocato quest’esperienza il produttore teatrale che ne era l’artefice, Matteo Bavera, nel libro “Amleto va alla Kalsa” (minimum fax). E il Sicilia Queer festival ha riproposto domenica scorsa il bel documentario “Shakespeare a Palermo”, che Francesca Comencini girò nel 1997 seguendo le prove del “Sogno di una notte di mezza estate”».