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anteprime queer / 03 febbraio 2026

ticket online > https://rougeetnoirpalermo.18tickets.it/film/41056

[ita]
Colin è un ragazzo timido, si esibisce con il padre in un coro a cappella nel pub locale e sogna l’amore. Ray è un motociclista bello e tenebroso, quanto di più lontano si possa immaginare dal cantante introverso, ma anche lui è alla ricerca di qualcosa: un compagno da sottomettere, come gli altri biker gay del suo gruppo. Le regole del gioco sono chiare e accettate da entrambi: la relazione BDSM che si instaura tra i due vedrà Ray nel ruolo del dominatore e Colin in quello del sottomesso, ma questa dialettica riserverà a entrambi non poche sorprese, fino a costruire un’inconsueta storia d’amore nello stesso tempo tenera ed eccitante, esplicita e divertente. Tratto dal romanzo Box Hill di Adam Mars-Jones, premiato a Cannes 2025 per la miglior sceneggiatura nella sezione “Un certain regard”, l’opera prima di Harry Lighton racconta un’educazione sentimentale parlando di potere, di norma e trasgressione, decostruendo convenzioni e stereotipi e aprendosi alle infinite possibilità dell’amore. Una commedia romantica contemporanea, audace e chapliniana.

[eng]
Colin is a shy guy who performs with his father in an a cappella choir at the local pub and dreams of love. Ray is a handsome, brooding biker, as far removed from the introverted singer as you can imagine, but he too is looking for something: a partner to dominate, like the other gay bikers in his group. The rules of the game are clear and accepted by both: the BDSM relationship that develops between the two will see Ray in the role of the dominator and Colin in that of the submissive, but this dynamic will hold many surprises for both, leading to an unusual love story that is at once tender and exciting, explicit and entertaining. Based on Adam Mars-Jones' novel Box Hill, which won the award for best screenplay in the “Un Certain Regard” section at Cannes 2025, Harry Lighton's debut film tells a sentimental education story about power, norms, and transgression, deconstructing conventions and stereotypes and opening up to the infinite possibilities of love. A contemporary, daring, Chaplin-esque romantic comedy.

anteprime queer / 13 gennaio 2026

tickets online > https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=639733

[ita]
Andrés Roca Rey, il componente più giovane di una storica famiglia di matador, forse il “miglior torero al mondo”, deve prepararsi alla prossima corrida. Il costume stretto lo costringe a lunghe pratiche di vestizione, con l’aiuto della sua squadra di assistenti; il percorso verso il successivo “palcoscenico di sangue”, dove si scontrerà contro il prossimo toro, è una fase di incoraggiamento e motivazione da parte di allenatori e autisti. Dentro l’arena, sulla sabbia, ha poi inizio la performance, un rituale in cui affermare la propria solitaria onnipotenza, uno scontro ipnotico che il regista catalano Albert Serra visualizza come fosse un centro di gravità permanente. E non si sa più il confine fra finzione e documentario se la vita vera di un uomo di sangue e di spettacolo è una continua performance, un processo ossessivo di autoconvincimento, una sospensione dell’incredulità richiamata, di norma, dall’ammissione dei propri limiti. Un film potente, mesmerico, inquietante. Sulla solitudine del potere, vero o fittizio che sia.

[eng]
Andrés Roca Rey, the youngest member of a historic family of matadors, perhaps the "best bullfighter in the world", must prepare for the next bullfight. His tight costume forces him to undergo lengthy dressing procedures, aided by his team of assistants; the journey to the next "bloody stage", where he will face the next bull, is a time of encouragement and motivation from trainers and drivers. Inside the arena, on the sand, the performance begins, a ritual in which he asserts his solitary omnipotence, a hypnotic clash that Catalan director Albert Serra visualizes as if it were a permanent center of gravity. And the boundary between fiction and documentary is blurred if the real life of a man of blood and spectacle is a continuous performance, an obsessive process of self-persuasion, a suspension of disbelief usually prompted by the admission of one's own limitations. A powerful, mesmeric, and disturbing film. About the solitude of power, whether real or fictional.

anteprime queer / 12 dicembre 2025

[ita]
Siamo in un loft di New York nel 1974: fuori, il traffico della metropoli; dentro, l’incontro fra la giornalista Linda Rosenkratz e il fotografo Peter Hujar. Un incontro che è avvenuto davvero, registrato su cassetta e poi trascritto in un libro, Peter Hujar’s Day. Il fotografo, di solito occhio silenzioso fra gli eventi, finalmente prende la parola, e racconta una routine che col senno di poi è straordinaria: gli incontri (Allen Ginsberg, William Burroughs), le cene cinesi mangiate a casa, le telefonate, le sessioni in camera oscura.
Ira Sachs costruisce un film intorno alle parole (vere) del fotografo e della giornalista, un film che è una macchina del tempo. Hujar, morto ad appena 53 anni di AIDS, ha affrontato una vita piena di ingiustizie (furti di foto, lavori non pagati), e nel libro (così come nel film) può prendere la parola anche a fronte di una New York piena di grandi rumorose voci, di fronte alle quali lui sembra non potere nulla. Il ritratto che ne risulta è intimo, caloroso, confortevole, commovente, vivo.

[eng]
We are in a New York loft in 1974: outside, the traffic of the city; inside, the meeting between journalist Linda Rosenkratz and photographer Peter Hujar. A meeting that actually happened, recorded on cassette and later transcribed in a book, Peter Hujar's Day. The photographer, usually a silent eye on events, finally speaks up, and recounts a routine that in hindsight is extraordinary: the meetings (Allen Ginsberg, William Burroughs), the Chinese dinners eaten at home, the phone calls, the darkroom sessions.
Ira Sachs builds a film around the (real) words of the photographer and the journalist, a film that is a time machine. Hujar, who died at just 53 of AIDS, faced a life full of injustices (photo theft, unpaid work), and in the book (as in the film) he can speak out even in front of a city that’s full of loud voices, against which he seems powerless. The resulting portrait is intimate, warm, comfortable, moving, alive.

Sicilia Queer 2025 / 22 maggio 2025

direttore artistico / artistic direction
Andrea Inzerillo

direzione organizzativa / organizational direction
Giorgio Lisciandrello

festival coordinator
Etrio Fidora

assistente alla direzione organizzativa / organizational direction assistant
Maja Olah

programmer 
Lorenzo Dell’Agnello, Marco Grifò, Susan Sabatini, Eleonora Santamaria in collaboration with Giorgio Lisciandrello, Roberto Nisi, Pietro Renda

programmer queer short 
Elvira Del Guercio, Dafne Leda Franceschetti, Emilien Gür, Roberto Rippa, Chiara Volpes

guest programmer
Călin Boto, Matteo Giampetruzzi

retrovie italiane
Umberto Cantone

arti visive / visual arts
Alessandro Pinto

progetto grafico / graphic design
Donato Faruolo

ufficio stampa / press office
Giovannella Brancato, Ada Tullo

sponsor and partnership
Etrio Fidora

webmaster 
Roberto Speziale, Vertigo

social media manager
Lorenzo Romeo

movimentazione copie / copy handling
Vittoria De Stefani, Giuliana Scolaro

biglietteria / ticket office
Roberta Gurgone

organizzazione / organization
Associazione Culturale Sicilia Queer, SUDTITLES S.r.l.

organizzazione generale e ospitalità / general organization and welcoming
Etrio Fidora, Maja Olah

responsabile ospitalità / hospitality manager
Carla Morello

responsabile sicurezza e sostenibilità ambientale / safety and environmental sustainability manager
Angelo De Stefani

responsabile proiezioni arena / outdoor screenings manager
Roberto Franzitta

allestimenti spazi festival / spaces set up
Ital Rent

sottotitoli / subtitles
Sudtitles Srl, Vittoria De Stefani

traduzioni sottotitoli e interpretariato
Vittoria De Stefani (coordinamento) Paola Aquilia, Irene Campagnano, Yari Caronna, Bruna Ciminato, Alessia Corrente, Adriana D’Angelo, Marco Grifò, Dalila Maria Iannuzzo, Miriam Letizia Spoto, Gabriele Uzzo (sottotitoli inclusivi, together with Enrico Giglia)

segretaria di giuria / jury secretary
Maja Olah

web tv
Gioele Sanzeri

videomaker web tv
Alessio Cimino, Bernardo Giannone, Martina Raimondi, Claudia Rizzo, Gianmarco Spina, Claudia Viani 

motion graphic
Pietro Catalano

foto / photo
Ester Di Bona, Daniele Cannavó, Simona Mazzara, Luca Vitello

podcast corner
Matteo Arcamone, Leo Canali, Marco Grifò

proiezioni / screenings
Danilo Flachi

premi / awards
Daniele Franzella, Vincenzo Vizzari – Cittacotte

closing party
DJ Sleepy, Dario Mangiaracina

comunicazione generale / general communication
Associazione Culturale Sicilia Queer

stagisti
Lucia Dec-Prat, Maja Olah, Keyra Jasmin Tituana Saravino, Alessio Cimino, Gianmarco Spina

coordinamento volontar* / volunteers coordination
Gaia Salamone

volontar* / volunteers
Antonino Aiello, Salvatore Amico, Sofia Anselmo, Bianca Arnold, Julie Audouin, Luca Avanzato, Moss Berke, Carla Burgio, Cristopher Candela, Emilia Cipolla, Emma Comparetto, Emilio D’Alessandro, Gwendy Davenport, Silvio Di Trapani, Chiara Falco, Augustina Fiorda, Milagros Franza, Roberto Franzitta, Sofia Galipò, Sara Pamela Gradito, Josephine Groz, Giovanni Guacci, Massimo Guercio, Roberta Gurgone, Erika Iaria, Justina Klybaitè, Beatrice Lezzi, Daniele Mannino, Leonardo Marino, Sofia Marino, Nicola Mecca, Fabrizio Messina, Bianca Militello, Mattia Monteleone, Carla Morello, Nicolas Nardi, Nuria Puente, Chiara Rapisardi, Veronica Rinaldi, Loredana Ristucci, Sara Santolieri, Biagio Sirna, Alice Tedesco, Flaminia Trapani, Gaia Troisi, Ludovica Turturici, Daniele Viterbo, Georgia Walker, Giuliana Zungri

catalogo
a cura di / edited by Andrea Inzerillo | coordinamento redazionale / editorial coordination Marco Grifò | redazione testi / texts Fulvio Abbate, Călin Boto, Simone Bozzelli, Umberto Cantone, Giulia Cosentino, Serge Daney, Jacques Demy, Donato Faruolo, Etrio Fidora, Francesco Foschini, Matteo Giampetruzzi, Marco Grifò, Andrea Inzerillo, Ruska Jorjoliani, Nuno Leonel, Jean Narboni, Margherita Panizon, Alessandro Pinto, Joaquim Pinto, Lorenzo Quagliozzi, Serge Toubiana | schede / film records Călin Boto, Lorenzo Dell’Agnello, Matteo Giampetruzzi, Marco Grifò, Pietro Renda, Susan Sabatini, Eleonora Santamaria | traduzioni / translations Bianca Arnold, Moss Berke, Arturo Biagi, Marco Grifò, Alessandra Meoni | revisioni / revisions Bianca Arnold, Moss Berke, Lucia Dec-Prat | impaginazione / typesetting Donato Faruolo

trailer
Laura Citarella

CLOSING PARTY / 17 maggio 2025

Chiusura musicale per la quindicesima edizione del festival (il 31 maggio, dalle 22.30, AVERNA SPAZIO OPEN - ingresso libero) con il closing party It's a wrap! Sicilia Queer Closing Party, con dj set a cura di DJ Sleepy e Dario Mangiaracina (La rappresentante di lista).

eterotopie / Georgia / 16 maggio 2025


interverranno l* regista Elene Naveriani, la scrittrice Ruska Jorjoliani e la regista Tiku Kobiashvili

 

Un incontro per approfondire, per raccontare, per conoscere meglio cosa accade in Georgia da qualche tempo a questa parte: con il cinema, attraverso il cinema, in dialogo con l* regist* Elene Naveriani e Tiku Kobiashvili e con la curatrice della sezione Eterotopie del Sicilia Queer 2025 Ruska Jorjoliani.

UNDER QUEER / 16 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE


modera Alessandro Del Re
intervengono insieme a Simone Bozzelli, Giulia Cosentino, Etrio Fidora, Margherita Panizon, Lorenzo Quagliozzi
i produttori Christos Acrivulis, Raffaella Milazzo, Laura Romano


Cosa si deve fare in Italia se si è un* regista emergente e si vuole prodotto il proprio lavoro? Under Queer è il contesto in cui sarà possibile aprire un dialogo fra l* giovani regist* protagonist* della rassegna e tre produttori che lavorano a livello nazionale e internazionale.

UNDER QUEER / 16 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE

 

Simone Bozzelli, Giulia Cosentino, Etrio Fidora, Margherita Panizon, Lorenzo Quagliozzi incontrano student* dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e dell’Università di Palermo

 


Come nasce un progetto? Qual è il processo di scrittura di un film? Cosa porta un’idea a concretizzarsi in un soggetto fino a trasformarsi definitivamente? In questo incontro, pensato specificamente per studentesse e studenti che si formano in cinema e audiovisivo, un confronto tra generazioni vicine.

 

 

 

premio Nino Gennaro / 16 maggio 2025

[ita]
È lo stesso Nino Gennaro a leggere i suoi testi, a darsi corpo e voce alla videocamera, nella sua casa nel centro storico di Palermo. La virtualità dell’immagine elettronica sottolinea, risolve e dissolve la figura di Nino, entra ed esce, mostra ciò che non si vede e nasconde il percepibile, lascia che la parola racconti semplice e struggente.

[eng]
It’s Nino himself that reads his texts, devoting himself, body and voice, to the camera, in his house in the historic centre of Palermo. The virtuality of the electronic image underlines, solves and dissolves Nino’s figure, it goes in and out, shows what we can’t see and hides the perceptible, lets the word tell the story, easily and heart rending.

UNDER QUEER / 16 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE


modera Bianca Arnold
intervengono insieme a Simone Bozzelli, Giulia Cosentino, Etrio Fidora, Margherita Panizon, Lorenzo Quagliozzi
i critici cinematografici Marco Grifò, Matteo Arcamone

 

 

Cinema d’Autore e cinema industriale, cinema politico e cinema del disimpegno: svariate polarità interesseranno il primo incontro della sezione Under Queer, per scoprire come i più giovani che fanno cinema in Italia vedono alcuni dei massimi sistemi della Settima Arte.

 

 

arti visive / 15 maggio 2025


dal 25 maggio al 28 giugno 2025
inaugurazione: 24 maggio 2025 ore 19
nei giorni del festival: ore 18 - 21
ingresso libero

7 giugno ore 19
performance di Roberto Orlando, “Herzhaus”

 

 

Nella critica letteraria il “Wendepunkt” indica il punto di svolta di una narrazione, il momento in cui le traiettorie narrative di personaggi o contesti prendono una direzione non preventivata e si evolvono in una nuova sintassi. I due artisti in mostra, Antonia Gruber (Remscheid, 1993) e Roberto Orlando (Palermo, 1996), informano nelle loro opere il punto di svolta, il cambiamento, sia a livello estetico che formale. Antonia Gruber presenta fotografie, installazioni e video che riflettono sul ruolo della donna tra realtà e finzione. Roberto Orlando presenta un’installazione che verrà attivata attraverso performance e delle opere pittoriche in cui mette in scena atti antropici legati al mondo delle piante, non visto però attraverso metamorfosi intrinseche, ma esasperando i meccanismi alternativi alla produzione e riproduzione delle piante proponendo metaforicamente nuove risposte alle questioni sociali inerenti la diversità e l’identità di genere.

letterature queer / 15 maggio 2025

[ita]
Relazioni usurate, fra l’ex insegnante Leonardo e il compagno, o incrinate, fra l’agente Diego e la fidanzata, e fra il sovrintendente di polizia Demetrio e il figlio, si intrecciano all’indagine sull’assassinio di Diego a casa di Leonardo. Le vicende si svolgono in un Paese guidato da un governo di ispirazione clericale, che si avvia verso politiche autoritarie e liberiste, entro una cornice ambiguamente rétro. Tutto inizia con la diffusione di alcune e-mail sulle indagini, divergenti, della commissaria Petrotta col sovrintendente da un lato, e del questore dall’altro, riguardanti anche l’ipotesi di un gruppo eversivo. La trama si snoda tra i capitoli oggettivi delle e-mail e quelli di una voce narrante che cerca di colmare le lacune dei resoconti e i silenzi di chi non può o non vuole farsi trovare. Sullo sfondo, le violenze compiute dalle forze dell’ordine durante una manifestazione dell’anno precedente, in cui sono stati coinvolti, a vario titolo, alcuni dei personaggi. Una narrazione che fonde in un unico arco temporale momenti diversi di un trentennio di democrazia, proponendosi al lettore come un paradossale romanzo storico.

[eng]
Worn relationships, between the former teacher Leonardo and his partner, or strained ones, between the agent Diego and his girlfriend, and between the police superintendent Demetrio and his son, are intertwined with the investigation into Diego's murder at Leonardo's house. The events take place in a country led by a clerical-inspired government, which is moving towards authoritarian and liberal policies, within an ambiguously retro framework. It all begins with the release of some emails on the divergent investigations of Commissioner Petrotta with the superintendent on one side, and the police commissioner on the other, also concerning the hypothesis of a subversive group. The plot unfolds between the objective chapters of the emails and those of a narrative voice that tries to fill the gaps in the reports and the silences of those who cannot or do not want to be found. In the background there is the violence committed by the police during a demonstration the previous year, in which some of the characters were involved, in various capacities. A narrative that merges different moments of thirty years of democracy into a single time frame, presenting itself to the reader as a paradoxical historical novel.

letterature queer / 15 maggio 2025

[ita]
«Per ricordare Nino Gennaro a trent’anni dalla morte e in occasione del premio a lui intitolato dal Sicilia Queer filmfest, che quest’anno mi viene conferito, ho voluto raccogliere in questo libro una selezione di sue lettere a me inviate, scritte durante il periodo della malattia tra il 1991 e il 1995. Piuttosto che tenerle chiuse in un cassetto, ho sentito il bisogno di condividerle con coloro che vorranno leggerle, perché credo che, oltre ad essere testimonianza viva di una profonda amicizia accomunata da un progetto teatrale che proprio in quegli anni cominciava a svilupparsi, rivelino uno spessore umano e poetico di rara e lucida intensità; una voce di fine Novecento di cui oggi più che mai si sente la mancanza. Il libro si avvale di un’illuminante prefazione di Lina Prosa; di un mio testo scritto in forma di lettera rivolto a Gennaro, dei preziosi contributi di Silvio Benedetto, Giuseppe Cutino, Massimo Milani e Andrea Inzerillo; oltre ad una serie di fotografie di Letizia Battaglia, Riccardo Liberati, Achille Le Pera, Gianluca Benedetti, alcune mie e di altri» (Massimo Verdastro).

[eng]
«To remember Nino Gennaro thirty years after his death and on the occasion of the award named after him by the Sicilia Queer Filmfest, which is being awarded to me this year, I wanted to collect in this book a selection of his letters sent to me, written during the period of his illness between 1991 and 1995. Rather than keeping them locked away in a drawer, I felt the need to share them with those who want to read them, because I believe that, in addition to being a living testimony of a deep friendship united by a theatrical project that was just beginning to develop in those years, they reveal a human and poetic depth of rare and lucid intensity; a voice from the late twentieth century that is missed today more than ever. The book benefits from an illuminating preface by Lina Prosa; a text of mine written in the form of a letter addressed to Gennaro, the precious contributions of Silvio Benedetto, Giuseppe Cutino, Massimo Milani and Andrea Inzerillo; as well as a series of photographs by Letizia Battaglia, Riccardo Liberati, Achille Le Pera, Gianluca Benedetti, some of mine and others" (Massimo Verdastro).

letterature queer / 15 maggio 2025

Geografie Queer - Come imparai a deoccidentalizzare e a decentrare la queerness

incontro con lo studioso e saggista Dennis Altman, autore di “Omosessuale. Oppressione e liberazione”
modera Eleonora Santamaria

[ita]
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1971, il volume Omosessuale. Oppressione e liberazione di Dennis Atlman, scrive Lorenzo Bernini nell’introduzione, è “uno dei primi libri legati ai nascenti movimenti di liberazione gay che costituiscono, assieme al pensiero femminista, lesbico, butch, trans*, Nero, chicano e working class europeo e statunitense, le radici delle teorie queer in un terreno di confine tra attivismo e università”. Tradotto nel 1974 da Arcana Editrice a cura di Alfredo Cohen, segnò tutta una generazione di attivist* italian*, per poi restare a lungo fuori catalogo. Osservatore attento e partecipe delle prime azioni del Gay Liberation Front dopo la rivolta di Stonewall, Altman vi attinge agli scritti di James Baldwin, Allen Ginsberg e Kate Millett, oltre alla sua personale esperienza, e con pensiero genuinamente critico, ispirato al “freudomarxismo” rivoluzionario di Herbert Marcuse, riconosce nelle differenze presenti nel movimento un motore di trasformazione.
Dennis Altman è attualmente Vice Chancellor’s Fellow presso La Trobe University di Melbourne e promotore della Pride Foundation e degli Australian Queer Archives. È autore di numerosi altri volumi, tradotti in molte lingue, tra cui: Global Sex (2001), Queer Wars (con Jonathan Symons, 2016), Unrequited Love: Diary of an Accidental Activist (2019), God Save the Queen: The Strange Persistence of Monarchies (2021) e il romanzo Death in the Sauna (2023).

[eng]
Published in the United States in 1971, the volume Homosexual. Oppression and Liberation by Dennis Altman, as Lorenzo Bernini states in the introduction, is "one of the first books linked to the nascent gay liberation movements that constitute, together with feminist, lesbian, butch, trans*, Black, Chicano and European and American working class thought, the roots of queer theories in a borderland between activism and university". Translated in 1974 by Arcana Editrice and edited by Alfredo Cohen, it marked an entire generation of Italian activists, and then remained out of print for a long time. An attentive and participating observer of the first actions of the Gay Liberation Front after the Stonewall uprising, Altman draws on the writings of James Baldwin, Allen Ginsberg and Kate Millett, as well as on his own personal experience, and he recognizes an engine of transformation in the differences that are present in the movement, with a genuinely critical thought that’s inspired by the revolutionary "Freudo-Marxism" of Herbert Marcuse. Dennis Altman is currently Vice Chancellor’s Fellow at La Trobe University in Melbourne and the founder of the Pride Foundation and the Australian Queer Archives. He is the author of numerous other books, translated into many languages, including: Global Sex (2001), Queer Wars (with Jonathan Symons, 2016), Unrequited Love: Diary of an Accidental Activist (2019), God Save the Queen: The Strange Persistence of Monarchies (2021) and the novel Death in the Sauna (2023).

 

presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 15 maggio 2025

▶︎ Biglietti online su liveticket

[ita]
Natura, animali, bambini, Beethoven.
A partire da una poesia di Mario Cesariny, un film di addio alle Azzorre che è anche una celebrazione degli esseri viventi, perfetta transizione dall’esperienza di Rabo de Peixe alle esperienze cosmiche-private di E Agora? Lembra-me. Il centro delle riflessioni di Joaquim Pinto è l’invisibile, che è sia l’impercepibile che il rimosso, il mondo delle cose in ombra come la sede degli esseri degni di amore. Un’”aurora surreale”, un piccolo viaggio spirituale.

[eng]
Nature, animals, children, Beethoven.
Drawing on a poem by Mario Cesariny, a movie that is both a farewell to Azores islands and a celebration of living beings, perfect transiction from Rabo de Peixe’s experience to E Agora? Lembra-me’s cosmic-private experiences. The center of Joaquim Pinto’s reflections is the invisible, that is the unperceivable and the removed, the world of things that stay in the shadow as the place of the beings worth of love. A “surreal aurora”, a little spiritual trip.

 

presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 15 maggio 2025

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[ita]
Un bambino di strada vive in solitudine. La sua vita è una reiterazione di disperazione che non gli concede nemmeno di morire: il ciclo continua, e lui semplicemente sparisce.
Sulla scorta delle esperienze di animatore di Nuno Leonel, risalenti agli Anni Novanta (Santa Maria, Schizophrenia), i due registi trovano una sintesi delle loro osservazioni nel Brasile delle favelas e dei ragazzi di strada. Quando il piccolo protagonista si sveglia da un incubo, lancia un’occhiata accanto a sé e si rende conto di essere ancora in un incubo, non sa se richiudere gli occhi o lasciarli spalancati.

[eng]
A street child lives in solitude. His life is a reiteration of desperation that does not even allow him to die: the cycle continues, and he simply disappears.
Drawing on Nuno Leonel’s experiences as an animator in the Nineties (Santa Maria, Schizophrenia), the two directors find a synthesis of their observations in the Brazil of favelas and street kids. When the little protagonist wakes up from a nightmare, he glances around him and realizes that he is still in a nightmare, he does not know whether to close his eyes or leave them

presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 15 maggio 2025

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[ita]
Un bambino per strada chiede l’elemosina. Racimola quel poco che ha e lo conserva nelle tasche dei suoi pantaloni troppo larghi. Litiga con un’altra bambina. A corredo di queste immagini, eloquenti della condizione dei ragazzi di strada delle favelas di Rio de Janeiro, l’intervista all’attivista Yvonne Bezerra de Mello, che racconta dati e fatti antropologici di un’umanità reietta dominata dalla legge del più forte e da relazioni di potere.
Pinto e Leonel realizzano un film “imprevisto” durante la loro esperienza brasiliana, e tramite le parole di Yvonne Bezerra de Mello fanno materializzare nella mente dello spettatore una mappatura dei comportamenti sessuali e violenti di un’umanità indigente, in cui non sussistono i paletti di una percezione privilegiata delle cose. La distopia è qui e ora, lo stile di guerrilla filmmaking dei due registi ci permette di toccarla.

[eng]
A child on the street begs for money. He scrapes together what little he has and keeps it in the pockets of his baggy pants. He argues with another girl. To accompany these images, eloquent of the condition of street kids in the favelos of Rio de Janeiro, the interview with the activist Yvonne Bezerra de Mello, who tells anthropological data and facts of an outcast humanity dominated by the law of the strongest and by power relations.
Pinto and Leonel make an “unforeseen” film during their Brazilian experience, and through the words of Yvonne Bezera de Mello they materialize in the mind of the viewer a mapping of the sexual and violent behaviors of an indigent humanity, in which the boundaries of a privileged perception of things do not exist. The dystopia is here and now, the guerrilla filmmaking style of the two directors allows us to touch it.

 

presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 15 maggio 2025

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[ita]
Rosso come i capelli di Armando e Beatriz è il fuoco che sognano di estinguere per lavoro: appena ottenuto il titolo ufficiale di pompieri, i due gemelli, fratello e sorella, si sentono finalmente cresciuti e pronti ad affrontare nuove imprese e nuovi obbiettivi. Ma Armando si rivela ancora molto infantile mentre dà inizio a un corteggiamento con una vicina di casa, e Beatriz comincia a soffrire di una strana forma di acufene.
Realizzato come titolo dedicato al Fuoco all’interno di una serie di film sui quattro elementi della natura per la televisione portoghese (gli altri tre sono diretti da João César Monteiro, João Botelho e João Mário Grilo), è il terzo film di Joaquim Pinto e conferma, nonostante non firmi lui la sceneggiatura, la sua sensibilità spiccata per l’indagine dei desideri rimossi e per il ritratto dei sentimenti acerbi di giovani esseri umani.

[eng]
Armando and Beatriz’s hairs are as red as the fire that they dream to extinguish as a job: once they have obtained the official role of firefighters, the two twins, brother and sister, feel mature enough to deal with new adventures and new objectives. But Armando reveals to be still childish while he starts a flirt with a neighbour, and Beatriz starts to suffer from a strange kind of tinnitus.
Made as an episode devoted to Fire inside a series of film about the four elements of nature for the Portuguese television (the other three movies are directed by João César Monteiro, João Botelho and João Mário Grilo), it is the third feature film by Joaquim Pinto and it confirms, despite of the presence of a different screenwriter, his strong sensitivity for the investigation of removed desires and for the portrait of the immature feelings of young human beings.

 

panorama queer / 14 maggio 2025

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Il Covid-19 si è infiltrato nelle crepe delle iniquità sociali per irradiarne la potenza, ha frammentato i visi e filtrato i corpi, lasciando intatti i pregiudizi che li attorniavano. Ping, studente di filosofia, ne fa esperienza in Germania, luogo che sembra confinarlo nell’immagine di untore proveniente dalla Cina, dov’è stato registrato il primo caso del virus. Attraverso un’app di incontri, però, riesce a trovare il contatto umano e sessuale di cui era alla ricerca: sicuro, in presenza e a distanza, nessun rischio, se non quello di ricevere un’improvvisa epifania hegeliana…
Wegen Hegel gioca con i contorni della colonizzazione e dell’esotizzazione operata dall’Occidente, immergendosi nelle luci strobo delle potenziali fughe da queste dinamiche. Perché tutto ciò che è razionale, è (iper)reale.

[eng]
Covid-19 infiltrated the cracks of social inequities to amplify their power; it fragmented faces and filtered bodies, leaving untouched the prejudices that surrounded them. Ping, philosophy student, experiences this in Germany, a place that seems to confine him to the image of a plague-bearer from China, where the first case of the virus was recorded. Through a dating app, however, he manages to find the human and sexual contact he was seeking: safe, in-person and remote, no risk—except that of receiving a sudden Hegelian epiphany…
Wegen Hegel plays with the contours of colonization and exoticization carried out by the West, immersing itself in the strobe lights of potential escapes from these dynamics. Because everything that is rational is (hyper)real.

panorama queer / 14 maggio 2025

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[ita]
Tra i cavallucci marini è il maschio a partorire la prole. Proprio al cavalluccio, “seahorse”, si riferiscono i genitori transgender in dolce attesa. Il documentario Seahorse Parents trova un modo delicatissimo di raccontare un tema pochissimo affrontato anche in seno alla comunità LGBTQ+, attraverso la voce di quattro protagonisti, genitori transgender che riflettono sempre al presente e al futuro.
Tramite il ritratto frontale, Miriam Guttmann plasma il film su quattro testimonianze senza avvolgerci attorno il film di qualcun altro. Ne deriva che l’opera diventa un puro megafono di quattro voci che il mondo trascura, fa finta di non vedere, e che invece affrontano la gravidanza, al netto di ogni difficoltà, con sorrisi e speranze.

[eng]
Among seahorses the males undergo pregnancy. Transgender pregnant parents specifically call themselves “seahorses” as a metaphor. The documentary Seahorse Parents finds a very delicate way to tell a theme that’s very little known even inside the LGBTQ+ community, through the voices of four protagonists, transgender parents that think always in present and future tense.
Through a frontal portrait strategy, Miriam Guttmann shapes the movie onto four testimonies without wrapping someone else’s film around it. The result is that the work becomes a pure megaphone of four voices that the world ignores, pretends not to see, and that instead face pregnancy, despite all difficulties, with smiles and hopes.