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Sicilia Queer 2026 / 01 giugno 2026

Sicilia Queer 2026

La giuria internazionale della sedicesima edizione del Sicilia Queer filmfest, composta dalla regista austriaca Ruth Beckermann, dalla regista italiana Valentina Bertani, dal regista e storico del cinema filippino Nick Deocampo, dal critico e programmer tedesco Jan Künemund e dal critico e programmer russo Boris Nelepo assegna il proprio riconoscimento a N’s Last Game di Desirée Alagna (Italia 2026). La stessa giuria assegna una menzione speciale a Janine zieht aufs Land di Jan Eilhardt (Germania 2025).
La scelta della giuria Circuito Festival, composta da Giulia Briccardi (direttrice artistica di InLaguna Film Festival – Venezia), Orisel Castro (regista e curatrice cubana, ex responsabile di programmazione del Festival Internacional de Cine de Quito – Ecuador) e Matteo Marelli (critico cinematografico e teatrale programmer di Filmmaker Festival – Milano), cade su O riso e a faca di Pedro Pinho (Portogallo 2025). La stessa giuria assegna una menzione speciale a Lloyd Wong, Unfinished di Lesley Loksi Chan (Canada 2025). Il premio del Coordinamento Palermo Pride per il miglior cortometraggio va a Q.I.A. di Allen A. Prodigalidad (Filippine 2025).

 

 

GIURIA INTERNAZIONALE
PREMIO NUOVE VISIONI

N’s Last Game di Desirée Alagna (Italia 2026)

Menzione speciale

Janine zieht aufs Land di Jan Eilhardt (Germania 2025)

 

GIURIA CIRCUITO CINEMA
(sostenuto da KePalle)

O riso e a faca di Pedro Pinho (Portogallo 2025)

Menzione speciale

Lloyd Wong, Unfinished di Lesley Loksi Chan (Canada 2025)

 

COORDINAMENTO PALERMO PRIDE
miglior cortometraggio

Q.I.A. di Allen A. Prodigalidad (Filippine 2025)

 

 

 

 

panorama queer / 23 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=672417

[ita]
Non un semplice biopic su Sally Gearhart, carismatica attivista lesbica radicale, autrice ed accademica, ma un film su vite, lotte e desideri che hanno attraversato la storia degli anni Settanta e Ottanta negli Stati Uniti e che ancora troppo poco vengono raccontate. Sally è stata una donna coinvolgente, rivoluzionaria e a volte contraddittoria; autrice di The Wanderground, opera fantasy che ha ispirato una moltitudine di donne a immaginare come un altro mondo fosse possibile; alleata di Harvey Milk nell’opposizione pubblica alla Briggs Initiative, proposta volta ad impedire agli omosessuali di ricoprire incarichi accademici. La sua presenza in questa lotta, a differenza del suo rinomato collega, è stata del tutto rimossa dalla memoria collettiva. Un film che rilancia un più che attuale dibattito su femminismo, separatismo, teoria queer, ma anche sulla simbiotica relazione tra i movimenti per le lotte sociali e le loro portavoci.

[eng]
More than just a biopic about Sally Gearhart, the charismatic radical lesbian activist, author, and academic, but a film about lives, struggles and desires that ran through the history of the 1970s and 1980s in the United States and that are still far too rarely told. Sally was a captivating, revolutionary, and at times contradictory woman; the author of The Wanderground, a fantasy novel that inspired countless women to imagine how another world was possible; an ally of Harvey Milk in the public opposition to the Briggs Initiative, a proposal aimed at preventing homosexuals from holding academic positions. Her presence in this struggle, unlike that of her more widely known colleague, has been entirely erased from collective memory. This film revives a highly relevant debate on feminism, separatism, queer theory, as well as on the symbiotic relationship between social movements and their spokespeople.

retrovie italiane / 22 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=672961

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Alla fine degli anni Novanta, in un teatro distrutto nel pieno centro di Palermo, Carlo Cecchi sta lavorando alla messa in scena del Sogno di una notte d’estate, secondo spettacolo della sua trilogia shakespeariana, tradotto dalla poeta Patrizia Cavalli. La regista Francesca Comencini – che vede in Cecchi l’ultimo esponente di un’Italia non asservita alla comunicazione e al potere berlusconiano – decide di seguirlo ed è autorizzata a riprendere le prove dello spettacolo, a condizione che faccia tutto da sola e con discrezione. La magia del teatro rimette in vita le macerie del Teatro Garibaldi, e i capannoni dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, animati da un gruppo di giovani attrici e attori guidati da uno dei più importanti registi teatrali del secolo, sembrano incarnare il sogno di una possibile ricostruzione morale e civile all’indomani delle stragi di mafia del 1992.
Co-prodotto dalla televisione francese e a lungo introvabile, il documentario di Francesca Comencini è un’ode all’Italia dei poeti, della grazia e dell’arte, ma anche un film sul lavoro teatrale e sulla compenetrazione assoluta fra l’opera e ciò che le sta attorno, per riscattare da una lunga nottata una comunità, una città e con esse, forse, l’intero Paese.

[eng]
In the late 1990s, in a dilapidated theater in the heart of Palermo, Carlo Cecchi is working on a production of A Midsummer Night’s Dream, the second play in his Shakespearean trilogy, translated by the poet Patrizia Cavalli. Director Francesca Comencini – who sees Cecchi as the last representative of an Italy not subservient to the media and Berlusconi’s power – decides to follow him and is allowed to film the show’s rehearsals, on the condition that she does it all on her own and with discretion. The magic of theater breathes new life into the ruins of the Teatro Garibaldi, and the warehouses of the Cantieri Culturali alla Zisa in Palermo, brought to life by a group of young actors and actresses led by one of the most important theater directors of the century, seem to embody the dream of a possible moral and civil reconstruction in the aftermath of the 1992 mafia massacres.
Co-produced by French television and long out of print, Francesca Comencini’s documentary is an ode to the Italy of poets, grace, and art, but also a film about theatrical work and the absolute interpenetration between the play and its surroundings, to redeem a community, a city, and with them, perhaps, the entire country from a long night.

Sicilia Queer 2026 / 20 maggio 2026

Il Sicilia Queer compie sedici anni: siamo adolescenti. Nel pieno della volontà di conoscere e fare cose nuove, di scoprire insieme cose nuove, oltrepassando i limiti spaziotemporali e facendo un gesto antico e ultramoderno, oggi quasi assurdo: convocarci collettivamente in un luogo pubblico della nostra città per condividere visioni, discussioni, incontri ed esperienze, nella consapevolezza che si tratta di un tempo prezioso e pressoché unico perché potenzialmente trasformativo. Sottratto all’ordinarietà e agli obblighi, e per questo speciale. Una forma di respiro comune o una forma di vita, prima ancora che di opposizione a un certo corso delle cose. Una prassi di rigenerazione.

CLOSING NIGHT / 17 maggio 2026

CLOSING PARTY / 17 maggio 2026

CLOSING PARTY / 17 maggio 2026

Closing party
con Sleepy, Sssuperfluo e Bruce LaBruce
ingresso libero

 

panorama queer / 17 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=673723

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Durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 1992, nel pieno della crisi dell’AIDS, l’artista Zoe Leonard scrive I Want A President, una celebre poesia-manifesto che incarna lo spirito dell’attivismo queer dell’epoca, immaginando utopicamente altre forme di governo, altr* presidenti. Nel 2024, H·Alix Sanyas e la collettiva Bye Bye Binary riprendono il testo di Leonard e lo attualizzano, riscrivendone alcune parti e traducendolo in Acadam, una versione post-binaria del francese da loro creata. La poesia di Leonard, materia politica ancora viva, viene contaminata da nuove urgenze e rivendicazioni che appartengono al nostro tempo. Da un palcoscenico, nove persone non binarie danno vita a Je veux yn présidol: voci animate da una rabbia insolente, o spezzate dal pianto, disegnano bagliori di un futuro possibile, un grido di resistenza collettivo, che riverbera, nella ripetizione, tra loro e su chi guarda.

[eng]
During the 1992 US presidential election, at the height of the AIDS crisis, artist Zoe Leonard wrote I Want A President, a celebrated manifesto-poem that embodies the spirit of queer activism of the time, utopianly imagining other forms of government, other presidents. In 2024, H Alix Sanyas and the collective Bye Bye Binary revisited Leonard's text and updated it, rewriting parts and translating it into Acadam, a post-binary version of French they created. Leonard's poetry, still a living political material, is contaminated by new urgencies and demands that pertain to our time. From a stage, nine non-binary people bring Je veux yn présidol to life: voices animated by insolent rage, or broken by tears, paint glimpses of a possible future, a collective cry of resistance, which reverberates, through repetition, among themselves and on those who watch.

CLOSING NIGHT / 17 maggio 2026


OMAGGIO A GINO CAMPANELLA E CHARLIE ABBADESSA

saranno presenti Nicola Bellucci, Massimo Milani, Fulvio Perna, Ernesto Tomasini


Tramite immagini inedite tratte da Quir, il film di Nicola Bellucci, e dai filmati che Fulvio Perna gli ha dedicato per anni, la serata rievocherà il sogno hollywoodiano attraverso il prisma della memoria, nella celebrazione di una grande diva del cinema de-siderato e (quasi) mai realizzato: Carlo "Charlie" Abbadessa. Assieme a lui, Gino Campanella sarà ricordato con scene inedite e mai viste dal film e nei ricordi del marito e compagno di una vita, Massimo Milani.

panorama queer / 17 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=673015

[ita]
Claude Loir è un signore gentile di poco più di 80 anni, e nella sua vita ha attraversato la storia della Francia da figlio povero e poco amato, omosessuale gaudente, gigolò, attore porno, essere in cerca d'amore.
Sébastien Lifshitz lo intervista aggiungendo un ulteriore capitolo alla sua indagine sulla storia dell'omosessualità in Francia, da prima della depenalizzazione fino a oggi, attraverso il ritratto di figure ormai anziane (come in Les vies de Thérèse del 2016, o Les invisibles del 2012). Claude Loir è un narratore ammaliante, oltre che un uomo affascinante, gentile, bello: la vita gli offre delle possibilità e lui le segue, le asseconda. Lifshitz gestisce con mano collaudata l'alternanza tra i vari archivi e la singola testimonianza del protagonista, passando dalla provincia del sud negli anni Cinquanta a Cannes, città dell'omosessualità, poi da Parigi e il '68, coi set porno, fino al periodo della presidenza di Valéry Giscard d'Estaing.

[eng]
Claude Loir is a kind gentleman in his early eighties, and throughout his life he has moved through French history as a poor and little-loved son, a joyful homosexual, a gigolo, a porn actor, and a man in search of love.
Sébastien Lifshitz interviews him, adding another chapter to his exploration of the history of homosexuality in France, from the period before decriminalisation to the present day, through portraits of elderly figures (as in The Lives of Thérèse from 2016, or Les invisibles from 2012). Claude Loir is a captivating storyteller, as well as a fascinating, kind and handsome man: life offers him possibilities, and he follows them, he embraces them. Lifshitz handles with experienced ease the alternation between archival footage and the protagonist’s single testimony, moving from the southern provinces in the 1950s to Cannes, a city associated with homosexuality, then from Paris and May ’68, with porn sets, to the period of Valéry Giscard d’Estaing’s presidency.

letterature queer / 17 maggio 2026

Laboratorio indisciplinato sugli immaginari drag e trans passati e, quindi, ancora a venire
a cura di Eleonora Santamaria
ingresso libero

Il cinema ha disegnato sulle corporeità trans e drag dei terrori indicibili, rendendoli spettri che infestano il dualismo con cui pensiamo alla realtà. La storia del drag e del trans cinema, termini ciclicamente indistinguibili, appare come una mappa che non vuol essere decifrata: d’altronde, la destinazione è sbiadita. Guardandola in controluce, in scomodità, è possibile vedere altre possibili direzioni dall’inchiostro simpatico diramarsi. Si parte da qui. La retorica miope che ha edificato l’immaginario cinematografico delle soggettività trans e drag si è declinata temporalmente secondo specifici leitmotiv: dalle rappresentazioni patologizzanti a quelle che incentrano la caratterizzazione del personaggio unicamente sulla transgenerità, canonicamente associata al dramma e, in ogni caso, alla radicale alterità. Bruciamo questi punti sulla mappa, ovvero esasperiamo queste visioni coercitive, stiriamole, stracciamole, si aprirà un varco tra i fili di queste narrazioni. Dove conduce?

panorama queer / 17 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=672433

[ita]
Sembra un piccolo paradiso, questo vivaio di cactus siciliano dove piante, insetti e un gruppo straordinario di persone formano una comunità armoniosa. In questo luogo riparato, il mondo della guerra e della violenza al di fuori delle mura del giardino sembra lontano. "Una casa", lo definisce uno dei coltivatori di cactus.
Victor Missud lascia che i partecipanti a questo poetico ritratto di gruppo brillino per quello che sono, ma li fa anche interpretare ruoli creati durante lo shooting. Grazie alla continua commistione di documentario osservazionale, performance e invenzione, elementi casuali (un gol inaspettato in una partita di calcio, uno strano oggetto) assumono un'aura magica. Eppure questo locus amoenus, questo rifugio idilliaco, è vulnerabile. Ciò diventa evidente quando il mondo esterno irrompe improvvisamente sotto forma di formica di fuoco (Solenopsis invicta), inseguita da disinfestatori in tute protettive che diffondono nuvole di veleno. Una metafora non è mai lontana.

[eng]
It looks like a little paradise, this Sicilian cactus nursery where plants, insects and a remarkable group of people form a harmonious community. In this sheltered place, the world of war and violence beyond the garden walls feels far away. “A home”, one of the cactus growers calls it.
Victor Missud lets the participants in this poetic group portrait shine as themselves, but also has them play roles created during the shoot. Due to the continual intermingling of observational documentary, performance, and invention, chance elements (an unexpected soccer goal, a strange object) take on a magical aura. Yet this locus amoenus, this idyllic refuge, is vulnerable. This becomes apparent when the outside world suddenly intrudes in the form of the fire ant (Solenopsis invicta), pursued by exterminators in protective suits spreading clouds of poison. A metaphor is never far away.

 

panorama queer / 17 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=672433

[ita]
In un mondo di fantasia, creato a partire da filmati d’archivio fascista, vive un’immaginaria colonia di bambin* soggetta alle logiche di quelle immagini. Privati della propria infanzia e intrappolati nei rigidi schemi della Storia, i membri della colonia si ribellano nel tentativo di riconquistare la propria individualità, di liberarsi dalla tirannia dello sguardo del mondo adulto e di riappropriarsi delle immagini che li raffigurano.
Manomettere gli archivi è manomettere la mano che li ha generati, e risignificarne l’intento. In risposta alla domanda “Di chi è lo sguardo?” Ambrosini e Zungri rispondono con un film di immagini in rivolta, fra Benvenuti ovvero vietato l’ingresso agli estranei di Elem Klimov e Zero in condotta di Jean Vigo, in cui tramite l’animazione di bambini, avvenuta tramite laboratori specifici, si sono potute disturbare le rassicuranti immagini prodotte dalla Storia.

[eng]
In a fantasy world, created from fascist archival footage, an imaginary colony of children lives under the logic imposed by those images. Deprived of their childhood and trapped within the rigid frameworks of History, the members of the colony rebel in an attempt to reclaim their individuality, to free themselves from the tyranny of the adult gaze, and to take back ownership of the images that depict them.
To tamper with archives is to tamper with the hand that produced them, and to re-signify their intent. In response to the question “Whose gaze is it?”, Ambrosini and Zungri offer a film of images in revolt, situated somewhere between Welcome, or No Trespassing by Elem Klimov and Zero for Conduct by Jean Vigo, in which the reassuring images produced by History are disrupted through the animation of children, developed in dedicated workshops.

 

letterature queer / 17 maggio 2026

presentazione del libro di Nick Deocampo (Carlotta, Paris 2025)
dialoga con l’autore Andrea Inzerillo


Dagli studios del dopoguerra alla Nouvelle Vague degli anni ’70, passando per il cinema sperimentale fino al digitale. Attraverso i saggi raccolti in questo volume, frutto di decenni di ricerche, Nick Deocampo esplora le molteplici sfaccettature del cinema indipendente filippino. Egli vi svela la sua visione di un’arte di lotta, al tempo stesso poetica e politica, autentica e libera, lucida e intima, libera dagli artifici dell’industria dominante così come dai gioghi di ogni censura di Stato. Un cinema che, al di là dell’arcipelago, disegna gli orizzonti possibili dell’arte audiovisiva per i popoli di domani.

extra / 17 maggio 2026

 

a cura dell’Associazione Culturale La Bandita / Italia 2026 / 60’ / anteprima assoluta
iniziativa realizzata nell'ambito del Piano nazionale "Cinema e Immagini per la Scuola" promosso dal MiC e dal MIM


Tre gruppi di studenti di età diverse raccontano l’amore attraverso linguaggi e sguardi differenti. Nel primo capitolo, i più piccoli costruiscono un mondo immaginifico in cui l’amore prende forma nel legame con gli animali, nella nostalgia per un luogo mai conosciuto e nel senso di appartenenza. Nel secondo, gli studenti delle medie mettono in scena con ironia e musica trap l’incomunicabilità tra maschile e femminile, per poi decostruire stereotipi attraverso interviste e confronto. Nel terzo, un gruppo di adolescenti attraversa Palermo interrogando la città sul significato dell’amore, tra tradimento e perdono. Tre forme, tre età, un’unica domanda: come si impara ad amare mentre si cresce?

letterature queer / 17 maggio 2026

presentazione libro
Amleto va alla Kalsa di Matteo Bavera (Minimum Fax, Roma 2025, prefazione di Goffredo Fofi)
dialogano con l’autore Beatrice Agnello e Candido Meardi, letture di Fabrizio Falco

 

Inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, il teatro che ancora oggi porta il suo nome sorge al centro della Kalsa, uno dei quartieri più difficili e violenti di Palermo. Rimasto a lungo chiuso, trasformato per un periodo in cinema porno e vandalizzato dagli abitanti del quartiere, è stato riaperto negli anni Novanta grazie a una serie di progetti geniali, primo fra tutti la trilogia shakespeariana composta da Amleto, Sogno di una notte di mezza estate e Misura per misura, diretta da Carlo Cecchi. Matteo Bavera racconta dall'interno e con dovizia di dettagli e aneddoti una delle storie più affascinanti dello scorsi fine secolo, soffermandosi non solo sulle produzioni artistiche ma sul rapporto tra il teatro e gli abitanti del quartiere, sul dialogo - condito di alti e bassi - con l'amministrazione cittadina ma anche con la società civile, decisa a liberarsi, subito dopo le stragi di Capaci e di via d'Amelio, dalla cappa soffocante della mafia, sulle polemiche, le liti, i trionfi, le tournée internazionali.

 

panorama queer / 17 maggio 2026

◼︎ biglietti online su LiveTicket
> https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=672423

[ita]
Un incontro a due diventa un threesome; il threesome diventa un’orgia. I fili che tengono tutto assieme? La GHB, altresì detta ecstasy liquida, e A paixão segundo G.H., il romanzo mistico di Clarice Lispector del 1964. Matias entra in uno stato alterato che intreccia passato e futuro, cruda realtà e immaginazione letteraria, chemsex e lacrime.
Vinagre e Couto stanno dentro una stanza ma il loro film sembra un abisso. Dall’intreccio erotico ed eccitante dei corpi tracima una destabilizzante marea di solitudine, di volontà di uscire dalla realtà. Degerarchizzando la rappresentazione del sesso rispetto allo stereotipo (e del cinema queer mainstream e della pornografia, come spesso accade nel cinema di Vinagre), i due registi trovano un equilibrio mirabile fra empatia e crudezza. E nonostante il tentativo di fare del cinema testimonianza reale, il film non può nascondere che alcuni lati della verità non sono mai filmabili, e rimangono ferite aperte.

[eng]
A meeting between two becomes a threesome; the threesome becomes an orgy. The threads holding it all together? GHB, also known as liquid ecstasy, and The Passion According to G.H., Clarice Lispector's 1964 mystical novel. Matias enters an altered state that intertwines past and future, raw reality and literary imagination, chemsex and tears.
Vinagre and Couto are in a room, but their film seems like an abyss. From the erotic and exciting intertwining of bodies, a destabilizing tide of solitude, as well as a desire to escape reality, overflow. By de-hierarchizing the representation of sex with respect to stereotypes (and of mainstream queer cinema and pornography, as often happens in Vinagre's films), the two directors find a wonderful balance between empathy and crudeness. And despite the film's attempt to make cinema a true testimony, it cannot hide the fact that some aspects of the truth are never filmable, and remain open wounds.

extra / 16 maggio 2026

Young Side è la mattinata del Sicilia Queer filmfest dedicata alle scuole.

Un appuntamento speciale che mette al centro le ragazze e i ragazzi, dando loro spazio per esprimersi su temi cruciali come la prevenzione della violenza di genere, l’educazione affettiva e sessuale, l’educazione alle differenze e il rispetto delle identità e dei diritti. Saranno proiettati quattro cortometraggi intorno ai temi del bullismo, dell’omofobia e degli stereotipi di genere; tra questi, verrà presentato per la prima volta l’inedito cortometraggio Oltre il binario, firmato da Rappresentanti del Comitato dei diritti delle Classi Seconde e Terze – I.C. A. UGO.

letterature queer / 16 maggio 2026

Blue di Derek Jarman
(AxisAxis, Moncalieri 2026)
Lettura estratti e accompagnamento musicale a cura di Ernesto Tomasini e Fabrizio Modonese Palumbo



Per la prima volta in italiano, questa pubblicazione presenta la trascrizione completa di tutti i testi tratti da Blue di Derek Jarman, regista, artista, scenografo e attivista britannico, figura di spicco della scena underground e dell’avanguardia queer nel Regno Unito tra gli anni ’70 e i primi anni ’90. Il film, presentato originariamente nel 1993, l’anno prima della morte di Jarman per una malattia correlata all’AIDS, è costruito attorno a un unico, immateriale fotogramma blu che fa da spazio alla colonna sonora – composta da Simon Fisher Turner con contributi dei Coil e di altri artisti – e alla voce di Jarman, che svela silenziosamente frammenti della sua vita e della sua malattia. Si erge come uno dei gesti più radicali e determinanti dell’arte degli anni Novanta.

 

Questa edizione in lingua italiana corrisponde, con alcune aggiunte – in particolare al glossario e ai titoli di coda del film – al testo così come appare nel volume pubblicato da David Zwirner Books nel 2023. Traduzioni di: Fabrizio Modonese Palumbo, Francesca Sebastian Puopolo, Ernesto Tomasini.

 

extra / 16 maggio 2026

incontro pubblico
intervengono Vittoria De Stefani (SudTitles), Gabriele Uzzo (SudTitles), Alessandra Uzzo (UNIPA), Sean Welsh (Matchbox Cine), Megan Mitchell (Matchbox Cine)
ingresso libero


Lost in Castration (Movie) è una tavola rotonda tra SudTitles e Matchbox Cine dedicata al ruolo dei sottotitoli descrittivi e dei sottotitoli inclusivi nella circolazione del cinema queer contemporaneo. A partire dal caso di Castration Movie Anthology di Louise Weard, presentato al Sicilia Queer 2026 all’interno della sezione Presenze come prima retrospettiva europea dell’opera, l’incontro rifletterà sulle sfide traduttive, linguistiche, culturali e accessibili poste da un cinema radicale, stratificato e fuori norma.