▶︎ Biglietti online su liveticket
[ita]
Ambientato a Vienna, il film ruota attorno ad Anna, una dodicenne che vive con la madre sorda. La vita di Anna è segnata dalla differenza — economica, sociale, comunicativa. Si sente un’estranea nella nuova scuola e in un mondo che rafforza silenziosamente ideali eteronormativi e borghesi. La sua amicizia con Mara, una compagna di classe che vive da sola con un genitore queer, diventa un punto di risonanza. La loro relazione è intrisa di quell’intensità e ambiguità tipiche dell’esperienza queer di due adolescenti, un’intimità emotiva che sfugge a ogni tentativo di etichettarla.
Lehner si rifiuta di incasellare i suoi personaggi; al contrario, lascia che il loro legame si sviluppi con delicatezza, offrendo al pubblico lo spazio per riconoscere le sfumature queer nel loro rapporto. La diversità di Anna non riguarda solo la classe sociale o la disabilità della madre, ma l’alterità in sé, l’esperienza formativa di osservare il mondo senza riuscire a riconoscervisi pienamente. Lehner ci mostra una ragazza che si muove all’interno di sistemi che non le si adattano: non solo la scuola o l’amicizia, ma anche il linguaggio stesso. Il rifiuto di Anna di normalizzarsi si trasforma nella creazione di un significato estraneo alle norme dominanti e nella rivendicazione di essere compresa con un vocabolario in cui si riconosce.
[eng]
Set in Vienna, the film centers around 12-year-old Anna, who lives with her deaf mother. Anna’s life is marked by difference – economic, social, communicative. She feels like an outsider at her new school and within a world that quietly reinforces heteronormative, middle-class ideals. Her friendship with Mara, a classmate living alone with her queer parent, becomes a point of resonance. Their relationship brims with the intensity and ambiguity so common in queer youth experience, a kind of emotional intimacy that feels truer than any label.
Lehner refuses to rush these characters into boxes. Instead, she lets their connection unfold with subtlety, giving the audience room to recognize the queer textures in their bond. Anna’s difference isn’t just about class or her mother’s disability, it’s about otherness, about the formative experience of watching the world and not fully recognizing yourself in it. Lehner shows us a girl navigating systems that don’t quite fit: not just school or friendship, but language itself. Anna's refusal to normalize turns into the creation of a meaning outside dominant norms and the insistence on being understood on her own terms.