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[ita]
Fondato trecento anni fa dagli schiavisti come rifugio, Ganvié, in Benin, è oggi il più grande villaggio su palafitte d’Africa e attira migliaia di turisti. Ma la gente del luogo, che un tempo ha lottato contro la colonizzazione, è oggi colonizzata da un nuovo invasore: il giacinto d’acqua. Si dice che questa pianta sia stata introdotta per decorare hotel e abitazioni di lusso, ma ora si riproduce a un ritmo vertiginoso e incontrollabile, soffocando il lago. Una piccola azienda beninese è riuscita a trasformare questa piaga in una risorsa, ma al prezzo di un lavoro estenuante.
Missud e Russo Villani collaborano per offrire uno sguardo poetico e impegnato su questa problematica ambientale. Il film mette in luce la resilienza delle comunità beninesi di fronte all'invasione della vegetazione, sottolineando al contempo le sfide causate dalle pratiche industriali e dai persistenti retaggi coloniali.
[eng]
Founded three hundred years ago as a refuge from slave traders, Ganvié, in Benin, has become the largest stilt village in Africa and now attracts thousands of tourists; but the people from this place, people who once fought colonization, are today colonized by a new invader: the water hyacinth. It is said to have been introduced to decorate hotels and luxury homes, but this plant now spreads at a staggering and uncontrollable rate, suffocating the lake. A small Beninese company has managed to turn this scourge into a resource, but at the cost of exhausting labor.
Missud and Russo Villani collaborate to offer a poetic and engaged perspective on this environmental issue. The film highlights the resilience of Beninese communities in the face of this invasive plant, while also emphasizing the challenges posed by industrial practices and lingering colonial legacies.