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[ita]
«Quattro medici su cinque raccomandano l’astinenza sessuale per gli uomini gay!», «I buoni gay sono monogami e assimilabili agli etero». La retorica eteronormativa usa la crisi dell’AIDS per demonizzare la sessualità queer. A.I.D.S.C.R.E.A.M., il primo capitolo della Aids Trilogy di Jerry Tartaglia, che nella sua opera ha instancabilmente associato la pratica sperimentale alla coscienza politica queer, è una risposta rabbiosa al fenomeno politico della malattia e un ricordo dei suoi amici scomparsi. L’associazione tra sesso, peccato e morte o quella tra medicina e morale che attraversano le retoriche ultrareligiose e bigotte dell’epoca sono decostruite attraverso immagini e suoni che non si limitano alla denuncia, ma rileggono e ribaltano la stessa narrazione epidemica. Tartaglia celebra la sessualità queer, descritta come un virus e un pericolo dalla cultura eteropatriarcale.
[eng]
«Four out of five doctors recommend no sex for gay men», «Good gays are monogamous and straight looking». The heteronormative rhetoric uses the AIDS crisis to demonise queer sexuality. A.I.D.S.C.R.E.A.M., the first chapter of The AIDS Trilogy by Jerry Tartaglia, who has relentlessly linked experimental practice with queer political awareness in his work, is a raging response to the politics of the disease and a tribute to his dead friends. The association between sex, sin and death or that between medicine and morality that run through the ultra-religious and bigoted rhetoric of the time are deconstructed through images and sounds that do not limit to denunciation, but reinterpret and overturn the epidemic narrative itself. Tartaglia celebrates queer sexuality, described as a virus and a danger by hetero-patriarchal culture.