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[ita]
A Berlino, un gruppo di rivoluzionari dediti alla liberazione sessuale e alla rilettura in chiave anarco-comunista di Marx e Marcuse rapiscono il figlio di un uomo ricco, rappresentativo del male del capitalismo, e lo rinchiudono nella casa dove il capo della banda, la dominatrix Gudrun, comanda a bacchetta il suo partner e gli altri scagnozzi. Ma non c’è rivoluzione sessuale che non parta da una rivoluzione omosessuale, e l’unico modo perché questa simil-banda Baader-Meinhof possa dirsi coerente con se stessa è se gli uomini saranno in grado di fare sesso fra di loro.
Folle, punk, spericolato, stroboscopico: uno dei capolavori di Bruce LaBruce rimane graffiante a più di 20 anni dalla sua uscita. A una visione divertita e sagace della sessualità si combina un gioco combinatorio e terroristico di suoni, lampi, scritte a schermo, come in una meditazione rumorosissima sul ruolo dello slogan, e sulla gioia della contraddizione ideologica.
[eng]
In Berlin, a group of revolutionaries devoted to sexual liberation and to an anarcho-communist reinterpretation of Marx and Marcuse kidnap the son of a wealthy man, a figure representing the evils of capitalism, and confine him in the house where the gang’s leader, the dominatrix Gudrun, rules over her partner and the other henchmen with an iron fist. But the sexual revolution does not come without a homosexual revolution, and the only way for this Baader-Meinhof–like gang to remain consistent with itself is if the men are able to have sex with one another.
Frenzied, punk, reckless, stroboscopic: one of Bruce LaBruce’s masterpieces remains as sharp as ever more than 20 years after its release. A playful and sharp-witted vision of sexuality is combined with a combinatory, almost terrorist play of sounds, flashes, and on-screen text, like an extremely noisy meditation on the role of slogans, and on the joy of ideological contradiction.