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RASSEGNA STAMPA

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Rassegna stampa

25 Giugno 2019

«FilmTV»
Matteo Bailo

«Mykki Blanco è tutto ciò che non ci si aspetterebbe da un rapper: trasformista, musicalmente frammentato, opposto all’immagine machista che l’hip hop pare possedere, grazie a una creatività che gioca in continuazione con l’identità di genere. Nato a Orange County nel 1986, ha esordito con l’album Mykki nel 2016 e nel 2019 ha annunciato il secondo disco. Continua a ritenersi un artista prestato alla musica, e nell’ultimo video di Madonna Dark Ballet ha indossato le vesti di Giovanna d’Arco. Lo abbiamo incontrato alla 9ª edizione del Sicilia Queer filmfest (a Palermo dal 30/5 al 5/6), dove è stato insignito del premio Nino Gennaro per il suo contributo alla cultura queer. Un dialogo tra business musicale, aspirazioni avveratesi e attimi di commozione».

«Photographer Valerio Spada curates a selection of images from Partynudo, the party that unfolded after this year’s Sicilia Queer, as we speak to its grand jury prize winning artist, Mykki Blanco».

18 Giugno 2019

«La Repubblica – Palermo»
Andrea Inzerillo

Cultura, scelte e soldi da spendere

Istruzioni per evitare il diluvio

«Nel dibattito aperto da Repubblica interviene il direttore del Sicilia Queer Fest “L’aumento del turismo è diverso dalla promozione: è lecito chiedersi che progetto ha il sindaco?”. Il dibattito tra Orlando e Maresco organizzato da Repubblica Palermo a Una Marina di Libri ha il merito di aprire un campo di discussione in città, e per questo rappresenta un’occasione rara. Vorrei rilanciare brevemente su alcuni punti, nella speranza che quella spinta non sia già esaurita».

18 Giugno 2019

«Taxi Drivers»
Maria Cera

«Oggetto non ben identificato Love me not, la parabola antimilitarista del 70enne Lluís Miñarro, al suo secondo lavoro in veste di regista, ma noto e irriverente produttore, mentore, tra gli altri, di Albert Serra. Adattamento della tragedia biblica di Salomè nella versione di Oscar Wilde, Love me not si espande e si comprime nel deserto incontaminato e occupato iraqueno, temporalmente proiettati poco prima del conflitto Bush-Blair, con un Giovanni Battista alias Yokanaan (Oliver Laxe, regista di Mimosas) identificato nella tuta arancio dei terroristi di Abu Ghraib».

15 Giugno 2019

«La Repubblica - Palermo»

«L’incontro con l’altro come incontro con sé stesso attraverso una selezione di opere di celebri artisti internazionali. Si inaugura alle 18 al Museo delle Marionette (piazza Pasqualino, La collettiva “Insomnia cookies”. La mostra, a cura di Antonio Leone e Paola Nicita, presenta i lavori di Urs Lüthi, Luigi Ontani, Lovett&Codagnone, Cesare Viel, Yamada Hanako & Alex Hai, Paolo Angelosanto, Rita Casdia, Yasumasa Morimura e Matteo Basilè. Insomnia cookies è inserita nella sezione Arti Visive della nona edizione del Sicilia Queer filmfest».

14 Giugno 2019

«Cinema errante»
Giampiero Raganelli

Il cinema del Sicilia Queer Filmfest 2019

I molteplici punti di vista del festival LGBT+ di Palermo

«Si è da pochi giorni concluso il Sicilia Queer Filmfest, manifestazione arrivata alla sua nona edizione, che si è svolta dal 30 maggio al 5 giugno, sotto la direzione artistica di Andrea Inzerillo, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, un’area di archeologia industriale recuperata come centro di eventi culturali e di socialità. Un festival molto piccolo che mantiene una precisa linea editoriale, quella già racchiusa nella definizione “queer”, eccentrico, in senso lato, focalizzandosi sulle tematiche LGBT+ ma non solo, mantenendosi aperto ad autori e opere che siano borderline da ogni punto di vista».

12 Giugno 2019

«Quinlan.it»
Giampiero Raganelli

«Nato nel 1978 nel dipartimento delle Landes, Michaël Dacheux si trasferisce presto a Parigi. Nel 2008 realizza il suo primo cortometraggio, Commune présence, girato tra Parigi, le Landes e Larzac e presentato in concorso al FID Marseille. L’Amour debout è il suo primo lungometraggio, ed è stato presentato all’Acid di Cannes 2018, al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile e nel concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019. Michaël Dacheux è tra i personaggi che si vedono nel documentario Le concours di Claire Simon. Abbiamo incontrato il regista a Palermo in occasione del Sicilia Queer».

11 Giugno 2019

«La Repubblica - Palermo»
Marta Occhipinti

«[...] Il “duello” finisce pari per Letizia Battaglia: “Li amo entrambi — dice la fotografa — ma credo che la dialettica sia sempre utile. Palermo esce fuori da una guerra, e dalle guerre si esce lentamente. La città non è più la stessa e il merito è di Orlando, all’estero ci conoscono e ci apprezzano. Ma per fare le cose in grande, c’è bisogno di sanare le urgenze come un bilancio comunale che aiuti la cultura. Questa terra è un dolce amaro: io stessa sono infelice, faccio miracoli per organizzare venti mostre all’anno. Ma credo in Orlando».

«For the past nine years, thousands of cinephiles have gathered in Palermo, the Sicilian capital, for the annual http://www.siciliaqueerfilmfest.it/"}">Sicilia Queer Film Festival. Last week’s event featured a diverse range of programming. There was a tribute to French director Marie Losier, who has directed films on pioneering artist Genesis Breyer P-Orridge, and discussions on the 50th anniversary of the moon landing through the lens of Bertolucci and Ceronetti, and of course two international competitions devoted to emerging and independent filmmaking».

08 Giugno 2019

«il manifesto / alias»
Mario Serenellini

«Una manciata di lungometraggi in vent’anni, tutti battezzati a Cannes e tutti vietati ai minori. Da Seul contre tous (prix de la Semaine de la Critique 1998) aIrréversible del 2002 (con Monica Bellucci e Vincent Cassel e un paio di sequenze-choc), a Enter the Void (2010), Love (2015) e, l’anno scorso, Climax, Gaspar Noé s’è creato fama e identità di regista-scandalo.. Italo-argentino, 56 anni in dicembre, scampato al destino di desaparecido insieme ai genitori esuli in Francia dopo il golpe del 1976, l’autore d’un cinema sulfureo e estremo ha condotto finora una vita artisticamente spericolata, passando da assistente di Solanas (in due film : Tangos, l’exil de Gardel e Sur) a comparsate grande schermo (tra cui Dobermann dell’amico Jan Kounen, dove ha conosciuto la Bellucci), a serie o clip bollenti per Canal+, senza disdegnare di tanto in tanto corti pornografici o molto spinti, tra cui, nel 1991, Carne, con cui vince la sua prima Semaine de la Critique, creando le premesse per il successivo Seul contre tous».