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extra / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes / 21 febbraio 2026

[ita]
Léo è un giovane omosessuale appassionato, vivace, eccitato. Léo è anche un padre premuroso, gentile, rassicurante. La sera del compleanno di suo figlio si deve barcamenare fra questi due diversi motori esistenziali e dividersi nonostante goffaggini e distrazioni.
Nans Laborde-Jourdáa tallona Léo (dividendosi anche lui fra il davanti e il dietro la macchina da presa: lui stesso interpreta Léo) e non sa se biasimarlo per certe sue inettitudini o stimarlo per come riesca a circondarsi di affetto e amore. Alla fine ripiega per la scelta di mezzo: volergli semplicemente bene, e con gentilezza affascinante e imperfetta cattura in corsa un ritratto impressionista, fra parchi e camere d’albergo, fra incontri sessuali e tenerezze familiari, con una spontaneità che riterremo impossibile e invece, conoscendo Léo, pare inattaccabile.

[eng]
Léo is a passionate, lively, and excited young gay man. Léo is also a caring, kind, and reassuring father. On the night of his son's birthday, he must juggle these two very different existential forces, separating himself despite awkwardness and distractions.
Nans Laborde-Jourdáa follows Léo (also splitting his time between in front of and behind the camera: he plays Léo himself) and doesn't know whether to blame him for some of his ineptitudes or admire him for how he manages to surround himself with affection and love. Ultimately, he settles for the middle ground: simply loving him, and with a charming and imperfect kindness, he quickly captures an impressionistic portrait, amid parks and hotel rooms, between sexual encounters and family tenderness, with a spontaneity that we might think impossible, but yet, knowing Léo, seems unassailable.

extra / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes / 21 febbraio 2026

[ita]
Se c’è una persona con cui dovrebbe essere possibile essere assolutamente se stessi quella è la propria madre. Pol Merchan affronta dunque il viaggio che lo riporta da lei, in un tentativo di riappacificazione e di comprensione reciproca. E il viaggio si traduce in un caleidoscopio di duplici possibilità, evocate dal perenne split screen: riusciranno i due a riconciliarsi? A capirsi? È possibile che al fisico viaggio di Pol, che ha raggiunto la madre, si attagli anche il viaggio che la madre deve fare attraverso i dubbi fino all’accettazione? Il viaggio è comunque un evento trasformativo, e il film di Pol Merchan ne esplora traiettorie e potenziali deviazioni con grande sensibilità.

[eng]
If there's one person with whom it should be possible to be absolutely sincere, that’s one's mother. Pol Merchan therefore embarks on the journey that brings him back to her, in an attempt at reconciliation and mutual understanding. And the journey translates into a kaleidoscope of dual possibilities, evoked by the constant split screen: will the two be able to reconcile? Understand each other? Is it possible that Pol's physical journey, which has reached his mother, also parallels that journey her mother must make through doubts aiming the acceptance? The journey is, in any case, a transformative event, and Pol Merchan's film explores its trajectories and potential deviations with great sensitivity.

extra / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes / 21 febbraio 2026

[ita]
Nell’Inghilterra del 1605 e della caccia alle streghe, la giovane Evelyn è indirizzata dal padre, pastore protestante, verso un matrimonio combinato con un giovane uomo di buona famiglia. È però innamorata dall’umile Mary, con cui si incontra lontane da occhi indiscreti. È una vita destinata al segreto, perché la scoperta della verità da parte della comunità del villaggio potrebbe avere tragiche conseguenze.
Sullo sfondo opprimente di un mondo chiuso, scuro, asfissiato dal bigottismo moralista della religione, la storia di Evelyn (la leggendaria Bella Ramsay direttamente da Il trono di spade) è emblematica del desiderio passionale della libertà anche dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo, e della rabbia che può scaturire dalla castrazione di quella stessa libertà. Tutto in un’affascinante fotografia al lume di candela – o, purtroppo, di rogo.

[eng]
England, 1605: during the witch hunts era, young Evelyn's father, a Protestant pastor, steers her toward an arranged marriage with a young man from a good family. However, she falls in love with the humble Mary, whom she meets away from indiscreet eyes. It's a life doomed to secrecy, because the village community's discovery of the truth could have tragic consequences.
Set against the oppressive backdrop of a closed, dark world, suffocated by the moralistic bigotry of religion, the story of Evelyn (the legendary Bella Ramsay from Game of Thrones) is emblematic of the passionate desire for freedom even where one would least expect to find it, and of the rage that can arise from the castration of that very freedom. All this in a captivating cinematography by candlelight – or, sadly, by stake.

 

extra / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes / 21 febbraio 2026

[ita]
Sembra che sia un idillio: due donne si godono una luna di miele in un deserto incontaminato. Ma c’è qualcosa in quelle fragole che si imboccano a vicenda, sono loro probabilmente la scintilla per un viaggio acido e violento da cui non c’è via d’uscita.
Girato in pellicola, percorso da scariche elettriche misteriosissime, Ricochet assottiglia il confine fra amore e morte con enorme capacità dissimulativa, giocando di accostamenti subliminali e di scosse sotterranee. Il buio e la luce, la realtà e l’allucinazione, incastrano lo spettatore in una brevità lancinante e fuori controllo, tutt’altro che effimera, responsabile di una caduta libera per la quale non si nota nemmeno il tuffo di partenza, un mondo che si sbriciola in modo incontenibile.

[eng]
It seems like an idyll: two women enjoying a honeymoon in a pristine desert. But there’s something about those strawberries they feed each other, they’re probably the spark for a violent, acidic journey from which there’s no escape.
Shot on film, crossed by mysterious electrical discharges, Ricochet blurs the line between love and death with enormous dissimulation, playing with subliminal juxtapositions and subterranean shocks. Darkness and light, reality and hallucination, trap the viewer in a piercing, uncontrolled brevity, anything but ephemeral, responsible for a free fall from which one doesn’t even notice the initial plunge, a world that crumbles uncontrollably.

extra / La luce che copre le nostre ferite. Per Chiara Volpes / 21 febbraio 2026

[ita]
Tina è una food stylist annoiata dalla vita. Le sue giornate passano tra gli eventi dei suoi volgari committenti arricchiti e le bevute in solitaria sulla sua barca al largo dalle coste di Limassol, a Cipro. L’incontro inaspettato con Nadine può forse rompere la routine, e provare a scrivere una nuova storia che ri-elettrizzi l’immobilità quotidiana.
E così Alexandra Matheou rilancia il silenzio della vita della protagonista con le domande, i dialoghi, gli scambi fra lei e la sua nuova conoscenza, un incontro che ridà sapore alla vita e soprattutto, letteralmente, al cibo – quello che lei mangia in momenti prosaici, in contrapposizione a quello che deve dipingere su barocchi dolci da esposizione. Per non perdere la speranza di ridare energia alle cose.

[eng]
Tina is a food stylist bored with life. Her days are spent between attending events for her vulgar, wealthy clients and drinking alone on her boat off the coast of Limassol, Cyprus. An unexpected encounter with Nadine can perhaps break the routine and lead to a new story that re-energizes the daily immobility.
And so Alexandra Matheou revives the silence of the protagonist's life with questions, conversations, and exchanges between her and her new acquaintance, an encounter that restores flavor to life and, above all, literally, to food—the food she eats in prosaic moments, as opposed to the food she must paint on baroque, display-ready desserts. So as not to lose hope of restoring energy to things.