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presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 12 maggio 2025

▶︎ Biglietti online su liveticket

[ita]
L’umanità si avvia verso una pandemia che la sta facendo affondare nelle tenebre. Nel 2028 il piccolo Ruben suona alla porta dell’insegnante di storia Angela, per scoprire il passato dei suoi genitori, Fabiana e Claudio. Nel 2017 Rafaela, prodotto della fantasia di Angela, compie un viaggio alla scoperta della propria spiritualità prendendo ispirazione dai testi di Simone Weil. Nel 2038 l’ormai cresciuto Ruben rivive il passato dei suoi genitori mentre scopre, in una caverna, lo straordinario tesoro di un misterioso uomo di nome Telmo: modelli e statue che raccontano l’intera storia umana delle guerre.
La profetica trilogia di Pinto e Leonel, scritta prima dello scoppio dell’epidemia da Covid-19, viaggia in spazi siderali e riflessioni teologiche e linguistiche per scoprire il mistero che c’è fra il buio e la luce, e permettendo all’invisibile di rivelarsi come in una sequela di apparizioni mistiche.

[eng]
Humankind is heading towards a pandemic that is making it sink into darkness. In 2028, little Ruben rings the doorbell of an history teacher named Angela, in order to discover the past of his parents, Fabiana and Claudio. In 2017, Rafaela, the product of Angela’s fantasy, takes a journey to discover her own spirituality, taking inspiration from the texts of Simone Weil. In 2038, the now grown-up Ruben relives his parents’ past while discovering, in a cave, the extraordinary treasure of a mysterious man named Telmo: models and statues that tell the entire human history of wars.
The prophetic trilogy by Pinto and Leonel, written before the outbreak of the Covid-19 pandemic, travels through sidereal spaces and theological and linguistic reflections to discover the mystery that lies between darkness and light, and allowing the invisible to reveal itself as in a series of mystical apparitions.

 

queer short / 12 maggio 2025

▶︎ Biglietti online su liveticket: 26 maggio / 27 maggio

[ita]
Hoda, rifugiata iraniana in Germania, scopre di essere incinta. È un fatto inaspettato, indesiderato, anche per il fidanzato Hadi ma soprattutto per lei. È dunque il caso che Hadi capisca bene anche lui cos’è questo fatto inaspettato, che lo capisca quanto lei, che lo capisca fisicamente.
Un film di gesti cinematografici forti, che inizia con una “espulsione” e si conclude con un “inserimento”. Radicale nell’immortalare il rapporto uomo-donna e la necessità di discutere il paradigma sessuale che lo governa. Gli interrogativi sulla mascolinità messi in ballo dalla sceneggiatura di Hoda Taheri e Boris Hadžija non sono banali domande di curiosità, sono dilemmi annosi e problematici.

[eng]
Hoda, an Iranian refugee in Germany, discovers she is pregnant. It is an unexpected, unwanted fact, also for her boyfriend Hadi but above all for her. It is therefore the case that Hadi also understands well what this unexpected fact is, that he understands it as much as she does, that he understands it physically.
A film of strong cinematic gestures, which begins with an “expulsion” and ends with an “inserion”. Radical in immortalizing the man-woman relationship and the need to discuss the sexual paradigm that rules it. The questions about masculinity raised by the screenplay by Hoda Taheri and Boris Hadžija are not trivial questions of curiosity, they are age-old and problematic dilemmas.

panorama queer / 12 maggio 2025

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[ita]
C’è un piccolo negozio a Palermo, tra il quartiere di Ballarò e via Roma, in cui si cuciono borse, vestiti e sogni. È Quir Fattoamano di Massimo Milani e Gino Campanella, una bottega che è anche un ritrovo per la comunità LGBTQIAP+ panormita, un incrocio di persone e identità che arricchiscono il loro quotidiano tramite lo scambio, il consiglio, e soprattutto lo scherzo. Vivian Bellina e Charlie Abbadessa sono solo due dei tanti che da Quir possono fare agli altri (e a loro stessi) le domande giuste. Domande che l’attore Ernesto Tomasini si pone anche alla luce del suo rientro forzato nel capoluogo siciliano per assistere la madre malata.
Il motivo che tiene assieme queste anime – “puri corpi, semplici realtà” – non è ideologico, non è aprioristico. Se è politico, certo è apartitico. È spontaneo, ed è il modo con cui Nicola Bellucci riesce a accostarli, tra rivelazioni anti-stereotipiche e rivendicazioni sia sociali che anti-sociali perché la società sta stretta in tutti i sensi ed è ora che ci si riconosca come “semplici realtà” per poter lavorare a una vera libertà. Tramite i gesti, tramite la parola, tramite un film.

[eng]
There is a small shop in Palermo, between the Ballarò neighbourhood and Via Roma, where bags, clothes and dreams are sewn. It is Quir Fattoamano by Massimo Milani and Gino Campanella, a shop that is also a meeting place for the Palermo’s LGBTQIAP+ community, a crossroads of people and identities that enrich their daily lives through exchange, advice, and above all jokes. Vivian Bellina and Charlie Abbadessa are just two of the many who go to Quir in order to ask others (and themselves) the correct questions. The same questions that the actor Ernesto Tomasini asks himself too during his forced return to the Sicilian capital to assist his sick mother.
These souls – “pure bodies, simple realities” – are not held together by some ideological or aprioristic reasons. If they are political, they are so beyond parties. It is something spontaneous, as much as it is the way Nicola Bellucci manages to bring them together in the movie, between anti-stereotypical revelations and both social and anti-social claims because society is tight in every possible sense and it is time that we recognize ourselves as “simple realities” to be able to work towards true freedom. Through gestures, through words, through a film.

 

panorama queer / 12 maggio 2025

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[ita]
Di quante delle nostre azioni quotidiane ci domandiamo il reale perché? Soprattutto se si è maschi, e se la propria apparenza è data talmente per neutrale da non rappresentare un travestimento, ma una semplice inevitabilità delle cose. Uno sguardo femminile invita degli uomini a domandarsi questi perché.
Quanto più è spoglio ed evidente il set del film, tanto più Chiara Guastella in Appunti sugli uomini può ricontestualizzare la mascolinità superficiale dei suoi soggetti come in una performance, per renderli l’oggetto di una ripresa. Dall’assoluta artificiosità di un luogo di rappresentazione si approda quindi alla verità di una posa che in realtà si ha ogni giorno, anche quando il mondo intorno ai maschi non sembra un set cinematografico: essere maschi è una costruzione.

[eng]
How many of our daily actions do we ask ourselves the real why? Especially if you are male, and if your appearance is taken as so neutral that it does not represent a disguise, but a simple inevitability of things. A female gaze invites men to ask themselves these whys.
The more bare and evidente the film set, the more Chiara Guastella in Appunti sugli uomini can recontextualize the superficial masculinity of her subjects as in a performance, to make them the object of a shot. From the absolute artificiality of a place of representation we therefore arrive at the truth of a pose that in reality men have every day, even when the world around them does not seem like a film set: being male is a construction.

 

retrovie italiane / 12 maggio 2025

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[ita]
Marta non ha scampo: il marito la opprime, la figlia fa i capricci, la madre la rimprovera per tutto, e l’amante non le lascia spazio per respirare. È per questo che decide di non salire sul treno che la porterebbe a Roma da Milano, e di passare una notte nella Stazione Centrale del capoluogo lombardo. Tutti i suoi incontri saranno incredibili, ma uno in particolare, quello con il suo primo amore Wolfgang, potrebbe cambiarle la vita.
Il primo film da attrice di cinema per Laura Morante è una fotografia grottesca della Milano degli Anni Ottanta, un reportage filtrato dal dramma di Mariangela Melato: la sua Marta fa sciogliere le certezze borghesi in un brodo caotico di persone e follie, che la avvicina alla realtà vera di un mondo ai margini ma anche a ricordi, memorie e immagini che forse esistono o forse no. La regia di Giuseppe Bertolucci racconta fantasticamente questo e altri dubbi.

[eng]
Marta has no escape: her husband oppresses her, her daughter throws tantrums, her mother scolds her for everything, and her lover doesn’t give her room to breathe. This is why she decides not to get on the train that would take her to Rome from Milan, and to spend a night in the Central Station of the Lombard capital. All her encounters will be incredible, but one in particular, the one with her first love Wolfgang, could change her life.
Laura Morante’s first film as a film actress is a grotesque photograph of Milan in the 1980s, a reportage filtered by Mariangela Melato’s drama: her Marta melts bourgeois certainties in a chaotic broth of people and follies, that brings her closer to the true reality of a marginal world but also brings her closer to memories, recollections and images that perhaps exist or perhaps not. Giuseppe Bertolucci’s direction fantastically tells this and other doubts.

panorama queer / 12 maggio 2025

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[ita]
Ambientato a Vienna, il film ruota attorno ad Anna, una dodicenne che vive con la madre sorda. La vita di Anna è segnata dalla differenza — economica, sociale, comunicativa. Si sente un’estranea nella nuova scuola e in un mondo che rafforza silenziosamente ideali eteronormativi e borghesi. La sua amicizia con Mara, una compagna di classe che vive da sola con un genitore queer, diventa un punto di risonanza. La loro relazione è intrisa di quell’intensità e ambiguità tipiche dell’esperienza queer di due adolescenti, un’intimità emotiva che sfugge a ogni tentativo di etichettarla.
Lehner si rifiuta di incasellare i suoi personaggi; al contrario, lascia che il loro legame si sviluppi con delicatezza, offrendo al pubblico lo spazio per riconoscere le sfumature queer nel loro rapporto. La diversità di Anna non riguarda solo la classe sociale o la disabilità della madre, ma l’alterità in sé, l’esperienza formativa di osservare il mondo senza riuscire a riconoscervisi pienamente. Lehner ci mostra una ragazza che si muove all’interno di sistemi che non le si adattano: non solo la scuola o l’amicizia, ma anche il linguaggio stesso. Il rifiuto di Anna di normalizzarsi si trasforma nella creazione di un significato estraneo alle norme dominanti e nella rivendicazione di essere compresa con un vocabolario in cui si riconosce.

[eng]
Set in Vienna, the film centers around 12-year-old Anna, who lives with her deaf mother. Anna’s life is marked by difference – economic, social, communicative. She feels like an outsider at her new school and within a world that quietly reinforces heteronormative, middle-class ideals. Her friendship with Mara, a classmate living alone with her queer parent, becomes a point of resonance. Their relationship brims with the intensity and ambiguity so common in queer youth experience, a kind of emotional intimacy that feels truer than any label.
Lehner refuses to rush these characters into boxes. Instead, she lets their connection unfold with subtlety, giving the audience room to recognize the queer textures in their bond. Anna’s difference isn’t just about class or her mother’s disability, it’s about otherness, about the formative experience of watching the world and not fully recognizing yourself in it. Lehner shows us a girl navigating systems that don’t quite fit: not just school or friendship, but language itself. Anna's refusal to normalize turns into the creation of a meaning outside dominant norms and the insistence on being understood on her own terms.

 

panorama queer / 12 maggio 2025

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[ita]
C’è un uomo, che forse è un fantasma, che si aggira per una misteriosa e oscura città. Incontra uomini diversi, fa sesso, discute di chi è, del passato e del futuro. A ogni incontro, però, si presenta con un nome diverso, dice di fare un altro mestiere: ogni volta ad essere esibita è l’identità dell’amante precedente.
L’affascinante terzo lungometraggio del regista hongkonghese Jun Li è un paesaggio metropolitano che aspira all’intimità ma non riesce comunque mai ad afferrare pienamente il mistero del suo protagonista, vampiro di personalità, malinconica creatura capace di esistere solo in un frammentato mondo contemporaneo. E la tensione è opprimente, perché il vero interrogativo ricorrente è se quest’uomo, irriconoscibile se non per la sua ambiguità, possa legarsi davvero ad altri esseri umani.

[eng]
There is a man, who is perhaps a ghost, who wanders around a mysterious and dark city. He meets different men, has sex, discusses who he is, the past and the future. At each meeting, however, he introduces himself with a different name, says he has a different job: each time the identity of the previous lover is exhibited.
The fascinating third feature film by Hong Kong director Jun Li is a metropolitan landscape that aspires to intimacy but still never fully manages to grasp the mystery of its protagonist, a vampire of personalities, a melancholic creature capable of existing only in a fragmented contemporary world. And the tension is oppressive, because the real recurring question is whether this man, unrecognizable except for his ambiguity, can truly bond with other human beings.

 

presenze / Joaquim Pinto e Nuno Leonel / 12 maggio 2025

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[ita]
Le Isole Azzorre rimangono aggrappate nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, tra correnti e bufere, e con loro resistono anche le tradizioni dei pescatori che le abitano. Joaquim Pinto e Nuno Leonel hanno trascorso alcuni anni tra il 1999 e il 2004 in quelle isole, e in alcuni dei lavoratori dell’isola di São Miguel come Pedro e Rui hanno trovato degli esemplari di resilienza. In un momento della loro vita in cui sono alla ricerca di una verità fuori dal regime di finzione dei film a cui hanno lavorato negli anni precedenti, Pinto e Leonel firmano un diario contemplativo e curioso di un mondo lontano, filmando i momenti serafici e le pesche pericolose, gli attimi di quotidiana quiete e le onde delle tempeste, con il risultato di un’opera che chiede e pretende libertà, disinnescando i rischi di sguardo esotista e colonizzatore in cui gli occhi della terraferma portoghese potrebbe cadere, in quella che una volta era a tutti gli effetti una colonia.

[eng]
Azorean islands hold tight in the middle of Atlantic Ocean among currents and storms, as well as the traditions of the fisherman who inhabit them. Joaquim Pinto e Nuno Leonel have spent some years, between 1999 and 2004, in those islands, and they have found great symbols of resilience in some of the workers of São Miguel island, like Pedro and Rui. In a moment from their life when they were in search of a truth that was outside the fictional regime of the movies they had worked to in the previous years, Pinto and Leonel sign a contemplative and curious diary of a far world, filming seraphic moments, dangerous fishing, quiet everyday instants and storm waves, crafting a work that asks and pretends freedom, defusing the risks of a exoticist and colonizing gaze that the eyes of Portuguese mainland could fall for, in a place that was, to all intents and purposes, a colony.

panorama queer / 12 maggio 2025

In collaborazione e con il sostegno dell’Instituto Cervantes Palermo

[ita]
Enric e Irene, fratello e sorella, convivono con il proprio passato come possono: lui immaginando gli extraterrestri, lei con una vita borghese che sia il più normale possibile. Ma il passato torna a bussare tramite l’avvento di un gruppo di giovani cantanti religiose che invadono televisioni e social network. Sono sette sorelle, si fanno chiamare “Stella Maris”, e pensano di avere un legame diretto con Dio.
Los Javis, creatori di questa serie tv spagnola, intrecciano thriller e dramma familiare per scavare in profondità nella terra franosa che separa la fede dalla superstizione. In sette capitoli fanno scontrare i loro personaggi con immagini e credenze fino a causarne il cortocircuito. Con un apice nella costruzione del personaggio di Montserrat, interpretata tra le altre da una fenomenale Lola Dueñas: madre, santa, pazza, visionaria, aliena, eroina, e nessuna delle precedenti allo stesso tempo.

[eng]
Enric and Irene, brother and sister, survive their past as best as they can: he speculates about UFOs, she brings on a bourgeois life that is as normal as possible. But the past comes back to knock through the coming of a group of young religious singers who invade television and social networks. They are seven sisters, they call themselves “Stella Maris”, and they think they have a direct connection with God.
Los Javis, creators of this Spanish TV series, intertwine thriller and family drama to dig deep into the crumbling land that separates faith and superstition. In seven chapters they make their characters collide with images and beliefs until they crash in a short circuit. With a peak in the construction of the character of Montserrat, played among others by a great Lola Dueñas: mother, saint, mad, visionary, alien, heroine, and none of the above at the same time.

panorama queer / 12 maggio 2025

In collaborazione e con il sostegno dell’Instituto Cervantes Palermo

▶︎ Biglietti online su liveticket


[ita]
Enric e Irene, fratello e sorella, convivono con il proprio passato come possono: lui immaginando gli extraterrestri, lei con una vita borghese che sia il più normale possibile. Ma il passato torna a bussare tramite l’avvento di un gruppo di giovani cantanti religiose che invadono televisioni e social network. Sono sette sorelle, si fanno chiamare “Stella Maris”, e pensano di avere un legame diretto con Dio.
Los Javis, creatori di questa serie tv spagnola, intrecciano thriller e dramma familiare per scavare in profondità nella terra franosa che separa la fede dalla superstizione. In sette capitoli fanno scontrare i loro personaggi con immagini e credenze fino a causarne il cortocircuito. Con un apice nella costruzione del personaggio di Montserrat, interpretata tra le altre da una fenomenale Lola Dueñas: madre, santa, pazza, visionaria, aliena, eroina, e nessuna delle precedenti allo stesso tempo.

[eng]
Enric and Irene, brother and sister, survive their past as best as they can: he speculates about UFOs, she brings on a bourgeois life that is as normal as possible. But the past comes back to knock through the coming of a group of young religious singers who invade television and social networks. They are seven sisters, they call themselves “Stella Maris”, and they think they have a direct connection with God.
Los Javis, creators of this Spanish TV series, intertwine thriller and family drama to dig deep into the crumbling land that separates faith and superstition. In seven chapters they make their characters collide with images and beliefs until they crash in a short circuit. With a peak in the construction of the character of Montserrat, played among others by a great Lola Dueñas: mother, saint, mad, visionary, alien, heroine, and none of the above at the same time.

 

panorama queer / 12 maggio 2025

In collaborazione e con il sostegno dell’Instituto Cervantes Palermo

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[ita]
Enric e Irene, fratello e sorella, convivono con il proprio passato come possono: lui immaginando gli extraterrestri, lei con una vita borghese che sia il più normale possibile. Ma il passato torna a bussare tramite l’avvento di un gruppo di giovani cantanti religiose che invadono televisioni e social network. Sono sette sorelle, si fanno chiamare “Stella Maris”, e pensano di avere un legame diretto con Dio.
Los Javis, creatori di questa serie tv spagnola, intrecciano thriller e dramma familiare per scavare in profondità nella terra franosa che separa la fede dalla superstizione. In sette capitoli fanno scontrare i loro personaggi con immagini e credenze fino a causarne il cortocircuito. Con un apice nella costruzione del personaggio di Montserrat, interpretata tra le altre da una fenomenale Lola Dueñas: madre, santa, pazza, visionaria, aliena, eroina, e nessuna delle precedenti allo stesso tempo.

[eng]
Enric and Irene, brother and sister, survive their past as best as they can: he speculates about UFOs, she brings on a bourgeois life that is as normal as possible. But the past comes back to knock through the coming of a group of young religious singers who invade television and social networks. They are seven sisters, they call themselves “Stella Maris”, and they think they have a direct connection with God.
Los Javis, creators of this Spanish TV series, intertwine thriller and family drama to dig deep into the crumbling land that separates faith and superstition. In seven chapters they make their characters collide with images and beliefs until they crash in a short circuit. With a peak in the construction of the character of Montserrat, played among others by a great Lola Dueñas: mother, saint, mad, visionary, alien, heroine, and none of the above at the same time.

 

retrovie italiane / 11 maggio 2025

[ita]
Primo Spaggiari, proprietario di un caseificio nel parmense, sposato da anni con la moglie francese Barbara, vede in diretta, tramite il suo binocolo, il rapimento del figlio Giovanni ad opera di un gruppo di terroristi. Mentre Barbara comincia a fare inventari e a radunare usurai per mettere assieme i soldi del riscatto, Primo scopre spiacevoli verità tramite il porcaro Adelfo e la sua operaia Laura, e tenta di salvare il salvabile di una vita che pare destinata alla rovina…
Uno dei film meno rivisti di Bernardo Bertolucci è uno dei più straordinari ritratti dello sfacelo morale ed esistenziale della borghesia italiana alla fine degli Anni di Piombo. Con un cast stellare (tra gli altri Ugo Tognazzi, Anouk Aimée, Laura Morante) e una messa in scena tesa e magniloquente, il film si snoda fra ossimori atmosferici degni del suo titolo, saltando dal buffonesco al noir senza soluzione di continuità.

[eng]
Primo Spaggiari, owner of a cheese factory in the Parma area, married for years to his French wife Barbara, is a direct witness of the kidnapping of his son Giovanni by a group of terrorists through his binoculars. While Barbara begins to make inventories and gather loan sharks to collect the ransom money, Primo discovers unpleasant truths through the pig herdsman Adelfo and his worker Laura, and tries to save what can be saved from a life that seems destined for ruin…
One of Bernardo Bertolucci's least reviewed films is one of the most extraordinary portraits of the moral and existential collapse of the Italian bourgeoisie at the end of the Years of Lead. With a stellar cast (Ugo Tognazzi, Anouk Aimée, Laura Morante, Renato Salvatori, Vittorio Caprioli, Ricky Tognazzi) and a tense and magniloquent staging, the movie unfolds among atmospheric oxymorons worthy of its title, jumping seamlessly from the comical to the noir.

eterotopie / Georgia / 11 maggio 2025

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[ita]
Tbilisi, 2024. Mentre scoppiano proteste di massa contro la reintroduzione della legge sugli "agenti stranieri", alcuni giovani georgiani vive un'esperienza che intreccia resistenza politica e crescita personale. Tra loro ci sono gli studenti di recitazione Tina e Luka, insieme alla regista Tiku Kobiashvili. Ciò che emerge è un ritratto vivo e pulsante di una generazione in continua evoluzione. Tina e Luka affrontano le pressioni del conformismo mentre si interrogano su ideali più profondi: chi voglio essere? Cosa significa sentirsi parte di qualcosa?
La telecamera non è un'estranea, ma una presenza fidata, testimone politica e tenera ritrattista dei più momenti intimi di gioia condivisa. Il film cattura con immediatezza e onestà lo spirito collettivo dei giovani che si oppongono non solo a un sistema politico, ma anche alle gerarchie e alle dicotomie che quel sistema impone.

[eng]
Tbilisi, 2024. As mass protests erupt against the revived “Foreign Agents” law, a group of young Georgian people navigates the blurred lines between political resistance and personal becoming. Among them there are acting students like Tina and Luka, along with filmmaker Tiku Kobiashvili. What emerges is neither a straightforward political documentary nor a coming-of-age tale – but a living, breathing portrait of a generation in flux. Tina and Luka face the pressures of conformity while questioning deeper ideals: Who do I want to be? What does it mean to belong?
The camera is not an outsider, but a trusted presence, political witness and tender portraitist of the most intimate moments of shared joy. With immediacy and radical honesty, the film captures the collective spirit of young people resisting not only a political system, but the hierarchies and binaries that very system imposes.

eterotopie / Georgia / 11 maggio 2025

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[ita]
L* regista trasforma una vecchia Handycam di famiglia, un tempo usata per i video domestici, in uno strumento di introspezione. Attraverso un montaggio di archivi personali, come vecchi filmati delle scuole elementari e spezzoni di vecchi film georgiani, il film invita gli spettatori a riflettere sulla formazione degli stereotipi dell’identità di genere nel contesto conservatore della Georgia post-sovietica. Con un linguaggio che intreccia narrazione intima e riflessione critica, il film si addentra con precisione chirurgica nei territori complessi dell'identità e della percezione di sé, messi a confronto con le gabbie delle norme sociali. Mariam Elene Gomelauri guarda ai video anni ’90 non solo come fonte estetica, ma come lente attraverso cui interrogare una società ancora intrisa di conservatorismo, sfiorando la forma del video-saggio ed esplorando con coraggio e sensibilità il proprio io.

[eng]
The filmmaker transforms a family Handycam, once used for home videos, into a medium for introspection. Through a montage of personal archives like old elementary school video footage and excerpts from the older Georgian movies, the film invites viewers to re-examine gender identity formation within the conservative, post-Soviet context of Georgia. Blending personal narrative with cultural critique, the film offers a poignant exploration of selfhood, compared with the limits of societal norms. Mariam Elene Gomelauri was clearly inspired by the 90s video that becomes not only an aesthetic source but also a lens through which she can question how non-binary gender is perceived in a still conservative society, very nearly addressing the video-essay format and exploring the self with bravery and sensitivity.

 

eterotopie / Georgia / 11 maggio 2025

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[ita]
Gabriel ha una relazione sentimentale con Amaia, una donna transgender che vive nella periferia di Tbilisi, ma il contesto politico e sociale della Georgia contemporanea non gli consente di dimostrare apertamente il suo amore.
Elene Naveriani realizza un'opera singolare in cui il politico si insinua nell'intimo. Il titolo evoca "anasyrma", un gesto rituale di svelamento, metafora sia dell'identità che della rivelazione dell'amore. La messa in scena minimalista cattura silenzi e sguardi, rendendo palpabile la tensione tra l'amore dei due protagonisti e il peso della repressione sociale. Naveriani affronta l'identità trans senza essere dogmatica, offrendo una narrazione in cui l'identità di genere si intreccia naturalmente nella storia, mettendo in discussione più di una convenzione narrativa.

[eng]
Gabriel is in a romantic relationship with a transgender woman, Amaia, who lives in the suburbs of Tbilisi, but the current political and social context does not allow him to openly express his love.
Elene Naveriani delivers a singular work where the political seeps into the intimate. The title evokes “anasyrma,” a ritual gesture of unveiling, a metaphor for both identity and the revelation of love. The minimalist mise-en-scène captures silences and glances, exposing the tension between Gabriel and Amaia’s love and the weight of social repression. Trans identity is approached by Naveriani without didacticism, offering a narrative in which gender identity is naturally woven into the story, by altering more than one narrative stereotype.

eterotopie / Georgia / 11 maggio 2025

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[ita]
Il padre di una famiglia molto povera ruba i risparmi nascosti sotto il materasso e scappa dalla finestra. La madre lo insegue inviperita fino al museo dove l’uomo si è rifugiato. Al museo li attende una sorpresa inattesa…
Otar Ioseliani girò Akvarel durante i suoi studi al VGIK, l’istituto cinematografico di Mosca. In questo cortometraggio sperimentò il montaggio verticale e il montaggio ritmico, e per ogni inquadratura si ispirò alla pittura classica. Grazie ad un lavoro estremamente meticoloso e controllato, senza dubbio influenzato dalla sua formazione musicale e matematica, il film raggiunge una precisione ritmica assoluta. E intanto filosofia ed estetica dei lavori futuri del grande regista georgiano si delineano già: il film è una riflessione poetica e umanista in cui l’arte e la musica, il tempo per vivere, osservare e pensare, occupano un posto centrale.

[eng]
The father of a very poor family steals the household savings hidden under the mattress and escapes through the window. The mother furiously chases after him all the way to the museum where the man has taken refuge. At the museum, they are about to face an unexpected surprise... Otar Ioseliani filmed Akvarel during his studies at VGIK, the film institute in Moscow. In this film he experimented with vertical editing and rhythmic editing, getting inspiration from classical painting for each frame. Through an extremely meticulous and controlled process, no doubt influenced by his background in music and mathematics, the film shows an absolute rhythmic precision. And in the meantime philosophy and aesthetic of the great Georgian director become evident: the movie is a poetic and humanist reflection in which art and music, the time to live, to observe, and to think, hold a central place.

UNDER QUEER / 11 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE


[ita]
Due voci femminili si parlano mentre scorrono davanti agli occhi delle immagini di repertorio. Sono Emilia e Caterina, stanno rievocando i momenti della loro adolescenza negli Anni Cinquanta, commentando le immagini di se stesse, la loro strettissima intesa ma anche i freni che il mondo ha loro imposto.
In una meticoloso lavoro di suono e montaggio, Giulia Cosentino e Perla Sardella immaginano l’incontro impossibile di due anime che non hanno avuto l’occasione di esprimere realmente i loro desideri e la loro interiorità. Le voci fuoricampo diventano così un rapido sogno, le macchie di colore dipinte sui veri home video in bianco e nero, le manomissioni di un passato ingiusto.

[eng]
Two female voices speak to each other while archive images scroll before their eyes. They are Emilia and Caterina, they are recalling moments of their adolescence in the Fifties, commenting on the images of themselves, their very close understanding but also the brakes that the world has imposed on them.
In a meticulous work of sound and editing, Giulia Cosentino and Perla Sardella imagine the impossible meeting of two souls who have not had the opportunity to truly express their desires and their interiority. The voiceovers thus become a rapid dream, the spots of color painted on real black and white home videos, the tampering of an unjust past.

UNDER QUEER / 11 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE

[ita]
Il ventenne Yuri si innamora di Agostino, un animatore d’infanzia itinerante. Gli basta questo per abbandonare la noiosa vita di provincia con l’anziana zia e lasciarsi andare in un amore on the road che diventa però presto tormento, co-dipendenza, umiliazione.
Bozzelli è interessato alle dinamiche fassbinderiane di potere che si instaurano fra gli amanti, e Patagonia è una sintesi efficace e volutamente sgradevole di quell’assunto. Nulla ci è risparmiato della corrosiva relazione dei due protagonisti, inscritta dentro un racconto di formazione che deve passare da una serie di prove per dirsi finalmente compiuto. Intanto la regia perlustra entomologica angoli di deserti, anfratti di corpi e fluidi organici, e la pellicola 16mm restituisce la polverosa arena dei sentimenti che è la storia di Yuri e Agostino.

[eng]
Twenty-year-old Yuri falls in love with Agostino, a traveling child care entertainer. This is enough for him to abandon his boring provincial life with his elderly aunt and indulge in a love on the road that soon becomes torment, co-dependence, humiliation.
Bozzelli is interested in the Fassbinderian dynamics of power that are established between lovers, and Patagonia is an effective and deliberately unpleasant synthesis of that assumption. We are spared nothing of the corrosive relationship of the two protagonists, inscribed within a coming-of-age story that must pass through a series of tests to finally be considered complete. Meanwhile, the director entomologically explores corners of deserts, crevices of bodies and organic fluids, and the 16mm film returns the dusty arena of feelings that is the story of Yuri and Agostino.

UNDER QUEER / 11 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE

[ita]
Roma. Claudio ha quindici anni e qualcuno gli sta scrivendo in fronte “J’ador” perché profuma come una femminuccia. È Lauro, il leader diciottenne di un gruppo di ragazzi che dicono di essere fascisti e fanno un sacco di cose per un partito di estrema destra. Claudio vuole andare con loro alla “cena” in sezione, ma alla cena si va solo se si fa parte del gruppo, e le femminucce non ci entrano. Se vuole ottenere ciò che desidera, in un pomeriggio Claudio dovrà perdere il suo profumo da ragazzino e imparare a odorare come un uomo.
Cosa si deve fare per non soccombere al “diritto del più forte”, per non cedere alla sopraffazione e alle umiliazioni machiste? Simone Bozzelli recupera la lezione fassbinderiana e la traspone tra campetti di calcio e palazzoni, in quella periferia romana che il cinema contemporaneo ci ha insegnato a conoscere.

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Rome. Claudio is 15 years-old, someone is writing “J’ador” on his forehead because he smells like a little girl. It’s Lauro, eighteen-year-old leader of a group made of guys claiming to be fascists and doing a lot of things for a far-right party. Claudio wants to go with them to the “dinner”, but only those who belong to the group can join it, not the little girls. If he truly wants to achieve his goal, one afternoon Claudio must lose its boy scent and learn how to smell like a man.
What must we do to avoid succumbing to the "right of the strongest", to avoid giving in to toxic masculinity and humiliation? Simone Bozzelli takes Fassbinder's lesson and transposes it in those very Roman suburbs that contemporary Italian cinema introduced to us.

UNDER QUEER / 11 maggio 2025

UNDER QUEER progetto realizzato con il sostegno di SIAE e del MiC nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

#PerChiCrea / #MinisteroDellaCultura / #SIAE

[ita]
J. è un giovane di una realtà qualunque, in uno qualunque dei nostri giorni. Odia il suo aspetto fisico e spende il suo tempo sui social network, proiettando i suoi desideri e i suoi impulsi sessuali in un mondo in cui nessuno si prende gioco di lui. L’ideale di un corpo che risponda ai canoni della società contemporanea lo ossessiona giorno e notte e lo accompagna in tutti i luoghi che frequenta, spingendolo ad adottare i consigli e le strategie promosse da un mondo in cui la bellezza è un valore indiscutibile. I modelli imposti però finiscono con l’impadronirsi della sua psiche, e il confine tra ciò che è digitale e ciò che è reale inizia a diventare sempre più sottile, trascinando J. in una realtà distorta che presto si trasformerà in un incubo.

[eng]
J. is a teenager of any ordinary reality, in a ordinary day of our life. He hates the way he looks so he spends his time on social networks, projecting his desires and sexual impulses in a world where nobody makes fun of him. The ideal of a body that could embrace the standard of the contemporary society torments him day and night, and follows him in every place he frequent, pushing him to follow the advices and the strategies promoted by a world in which beauty is an unquestionable value. The imposed models though end up taking possession of his psyche, and the border between what is digital and what is real start to get thinner and thinner, dragging J. in a distorted digital reality that soon will become a nightmare.