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eventi speciali / 30 maggio 2019

Trascorrete la Festa della Repubblica in compagnia degli ospiti del Sicilia Queer e delle birre artigianali di Ballarak.

eventi speciali / 30 maggio 2019

Il party più queer della città, in festa per la nona edizione del Sicilia Queer. Tutti ai Candelai dopo le proiezioni!

eventi speciali / 30 maggio 2019

Gandolfo Pagano e Salvo Cuccia si inoltrano in un territorio nuovo e antico allo stesso tempo alla ricerca di sonorità che si fondono alle immagini e ai suoni di frammenti di pellicole rimaste nel Cinema CUCCIA, chiuso da 20 anni, che Salvo Cuccia ha rielaborato in questa live performance in prima assoluta.

ludoteca / 30 maggio 2019

LUDOTECA LIBERO GIOCO
31 maggio - 4 giugno
Cantieri Culturali alla Zisa / Bottega 2
ingresso libero

 

venerdì 31 maggio

18.00 - 18.30 gioco libero
18.30 - 19.00 lettura del libro di Laurent Moreau
19.00 - 21.00 gioco libero

sabato 1 giugno

17.00 - 18.00 gioco libero
18.00 - 18.30 lettura del libro di Sarah Vegna e Astrid Tolke

domenica 2 giugno

17.00 - 18.00 gioco libero
18.00 - 18.30 lettura del libro di Bryony Thomson
18.30 - 21.00 gioco libero

lunedì 3 giugno

17.00 - 18.00 gioco libero
18.00 - 18.30 lettura del libro di Jaume Copons, Raúl Nieto Guridi
18.30 - 21.00 gioco libero

martedì 4 giugno

17.00 - 18.00 gioco libero
18.00 - 18.30 lettura del libro A caccia dell’orso di Michael Rosen e Helen Oxenbury
18.30 - 21.00 gioco libero

arti visive / 29 maggio 2019

UNSTEADY STATE
Franca Scholz
a cura del Verein Düsseldorf-Palermo

30 maggio - 5 giugno 2019
inaugurazione
ingresso libero

Unsteady State

[ita]

Un mese a Palermo, ottobre, nell’anno di Manifesta XII e di Capitale Italiana della Cultura, Franca Scholz l’ha trascorso sulla soglia, sul crinale dei luoghi, rimbalzando nella frenesia della città, tra mostre e eventi e l’inevitabile apatia che deriva dalla grande abbuffata. Invitata dal Verein Düsseldorf Palermo e. V. e dal Kulturamt della città di Düsseldorf, l’artista tedesca ha vissuto la città nel suo presunto momento di massima espressività, poco prima della chiusura del sipario. Nelle opere prodotte a Palermo durante la residenza l’artista sembra guardare e focalizzare la propria attenzione proprio su quello che si cela dietro il sipario, nel momento in cui l’esterno inizia a diradarsi e l’interno si svela negli elementi che lo compongono. L’interieur è la base della poetica di Scholz, sia quello fisico, l’interno dell’appartamento che l’ha ospitata per un mese, che quello legato alla sfera privata delle emozioni.  Sono due sfere che si sovrappongono e si scambiano a vicenda i ruoli, come nel video Unsteady State in cui l’occhio della telecamera indugia sugli elementi che portano le tracce della presenza dell’artista. Le mensole del bagno, il tavolo della cucina, il letto, tutto è disfatto e lasciato in disordine. Mentre le immagini scorrono i pensieri dell’artista scorrono con esse, si sovrappongono in testi intimi, non connessi tra di loro. Frammenti di flussi di coscienza che a loro volta si accostano e si differenziano nel formato del carattere, a volte così piccolo da non permetterne la lettura. Sembrano monologhi bisbigliati nel silenzio di una casa vuota, come se le tracce lasciate nella casa portassero il ricordo di pensieri sparsi effettuati alla presenza degli oggetti inquadrati.  Altri frammenti di pensiero ritornano nella serie di opere su tessuto “It‘s for the soft baby butts”, presentate come drappi. In queste i pensieri sono più brevi, simili a slogan intimi, motti personali, come note veloci raccolte durante il giorno. Sembrano frasi che rimbombano nella testa di chi le formula, ripetute all’infinito alla ricerca di un senso, o di un codice segreto che ne sveli un significato arcano. In realtà il significato sembra esaurirsi nell’importanza del banale, in quei pensieri veloci destinati a perdersi nella frenesia quotidiana.

[eng]

A month in Palermo, October, in the year of Manifesta XII and of Italian Capital of Culture, Franca Scholz spent it on the threshold, on the crest of places, bouncing in the frenzy of the city, between exhibitions and events and the unavoidable apathy of the day after. Invited by the Verein Düsseldorf Palermo e. V. and the Kulturamt of the city of Düsseldorf, the German artist lived the city in its alleged most expressive moment, shortly before the curtain came down. In the works produced during the residency in Palermo, the artist focus her attention on what lies behind the curtain, when the exterior begins to thin out and the inside is revealed by the elements that compose it. The interieur is the basis of Scholz's poetics, both the physical one, the interior of the apartment where she lived for a month, and the one related to the private sphere of feelings.  The two spheres overlap and exchange roles each other, such as in the video “Unsteady State” where the camera's eye lingers on the elements that bear the traces of the artist's presence. The bathroom shelves, the kitchen table, the bed, everything is unmade and left in disorder. As the images flow the artist's thoughts flow with them, they overlap in intimate texts, unconnected with each other. Fragments of streams of consciousness that in turn approach and differentiate in the size of the font, sometimes so small that it cannot be read. They seem monologues whispered in the silence of an empty house, as if the traces left in the house keep the memory of scattered thoughts made in the presence of the recorded objects. Other fragments of thought return in the series of textiles “It’s for the soft baby butts”, presented as banners. Here the thoughts are shorter, similar to intimate slogans, personal mottos, such as quick notes collected during the day. They seem phrases that echo in the head of those who formulate them, endlessly repeated in search of a meaning, or of a secret code, that reveals an arcane meaning. In reality the meaning seems to lie with the importance of the banal, in those quick thoughts destined to get lost in the daily frenzy.  

arti visive / 29 maggio 2019

Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
15 giugno - 15 luglio 2019
martedì - sabato, 10.00 - 18.00 / lunedì e festivi, 10.00 - 14.00
inaugurazione 15 giugno, ore 18.00


INSOMNIA COOKIES
Urs Lüthi / Luigi Ontani / Lovett/Codagnone / Cesare Viel / Yamada Anuku / Paolo Angelosanto / Rita Casdia / Yasumasa Morimura / Matteo Basilè

a cura di Antonio Leone e Paola Nicita
prodotto da Sicilia Queer in collaborazione con Coordinamento Palermo Pride
in collaborazione con il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino e ruber.contemporanea

[ita]

L’incontro con l’altro, come incontro con sé stessi e modalità di esplorazione: la mostra “Insomnia cookies”, attraverso una selezione di artisti internazionali celebri per una loro ricerca orientata in tal senso, vuole narrare le molteplici declinazioni dell’amore, affermandone la necessità universale che nasce da esperienze soggettive.
Una narrazione che vuole superare le categorie legate all’identità sessuale, affermando una riconciliazione sincera e autentica con la gioia insita nell’amare, raccontandone le infinite variazioni e sfumature: è il corpo di due amanti, il pensiero di un legame, è la possibilità di una relazione fra corpi che non ammette giudizio.
E da sempre il corpo - potrebbe apparire un paradosso, ma non lo è -  ha rappresentato l’arma più potente e incisiva per la narrazione dell’animo umano, l’affermazione di un principio di identità come principio di libertà.
Parallelamente, una ricerca della propria identità, sia come espressione della visibilità delle persone Lgbt - intesa come atto politico che ribadisce con forza l'orgoglio della propria esistenza  - ma anche come ricerca della propria autenticità, o semplicemente esplorazione del proprio desiderio.
L'esposizione viene inoltre contestualizzata all'interno di un percorso museale rodato e consolidato come quello del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, inserendosi in un dialogo sorprendente e con la collezione, rilanciando temi e modalità narrative. La collezione del museo, con marionette, ombre e pupi provenienti da ogni parte del mondo, rappresenta lo scenario ideale con il quale dialogare, per comporre una narrazione aperta all'idea di molteplicità, trasformazione e cambiamento, come luogo di affermazione di alterità possibili.

[eng]

The encounter with the other, as an encounter with oneself and a way of exploration: the show “Insomnia cookies” , through a selection of international artists known for their research in this direction, wants to tell the numerous declinations of love, affirming its universal necessity that comes from subjective experiences
A narration that wants to overcome the categories linked to sexual identity, affirming a sincere and authentic reconciliation with the joy that lies inside the act of loving, telling about its infinite variations and shades: it is the possibility of a relation between bodies that doesn’t admit judgments.
Since ever - it could appear as a paradox but it isn’t - the body has represented the most powerful and incisive weapon for the narration of the human spirit, the affirmation of a principle of identity as a principle of freedom.
Simultaneously, a search of self identity, both as expression of the visibility of LGBT people - meant as a political act that strongly re-establishes the pride of their existence - but also as a search of self identity, or simply exploration of desire.
The exposition is furthermore contextualized inside a stable and consolidated museum itinerary: that of the Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, integrating itself in a surprising and queer dialogue with the collection, reintroducing narrative themes and modalities. The collection of the museum, with marionettes, shadows and puppets from all over the world, represents the ideal scenery for the dialogue, to compose a narration open to the idea of multiplicity, transformation and change, as a place of affirmation of possible alterities.

*english translation by Chiara Volpes

arti visive / 29 maggio 2019

PARTY NUDO.
LE NOTTI DELLA QUEERILLA
foto di Fabrizio Milazzo, Simona Mazzara

Centro Internazionale di Fotografia
30 maggio - 30 giugno 2019
martedì -domenica, 9.30 - 18.30
inaugurazione
giovedì 30 maggio ore 18.00
ingresso libero


Ballare è un atto di ribellione / Dancing is a rebellion act

[ita]

“O grazia effimera dei mortali,
di cui andiamo in cerca più che della grazia di Dio.
Chi fonda le sue speranze sull’aria del tuo aspetto benigno
vive come un marinaio ubriaco in cima all’albero della nave,
esposto al rischio di precipitare, ad ogni scossa,
nel grembo fatale dell’oceano.”

Riccardo III - Atto III, William Shakespeare

Party Nudo ospita tutte le sessualità articolate, i voli erotici, i volti contratti, le androginie, le metamorfosi, le letture destabilizzanti, le visioni oniriche, gli istinti taciuti, in una comunità di corpi che ballano, sudano, baciano, toccano.
Il party è stato documentato da Simona Mazzara e Fabrizio Milazzo, due fotografi che propongono un reportage, un fotoracconto, seguendo un taglio personale che descrive l’estetica di Party Nudo.

Simona Mazzara pensa che documentare serva a non dimenticare. Nelle sue immagini il bianco e nero restituisce quell’amore e quella profonda sensualità che costituiscono la sua visione del party, ideologicamente e fattualmente il miglior luogo in cui poter essere veramente se stessi. Per lei vivere il party significa assaporarne ogni essenza, riportarne la libertà con ostinazione. Un’essenza fatta di diversità e cambiamento, una causa che non può essere abbandonata.
Fabrizio Milazzo interpreta e descrive l’estetica del party rifacendosi al : ribelle, coraggioso, sovversivo. Il party è nella sua visione uno spazio libero che mostra mode, sessualità e diversi che Fabrizio ha provato a rappresentare nelle sue fotografie.

[eng]

“O momentary grace of mortal men,
Which we more hunt for than the grace of God!
Who builds his hopes in air of your good looks,
Lives like a drunken sailor on a mast,
Ready, with every nod, to tumble down
Into the fatal bowels of the deep.”

Richard III - Act III, William Shakespeare

Party Nudo hosts all the articulate sexualities, the erotic flies, the contract faces, the androgynies, the metamorphosis, the destabilizing lectures, the oneiric visions, the untold instincts in a community of dancing bodies that sweat, kiss, touch.
The party was documented by Simona Mazzara and Fabrizio Milazzo, two photographs who propose a reportage, a photographic tale, following a personal style that describes the aesthetics of Party Nudo.

Simona Mazzara thinks that documenting is needed in order not to forget. In her images in black and white she gives back the deep sensuality that constitutes her vision of the party, the best place where one can truly be him/herself. For her living the party means tasting every essence. An essence made of diversity and change, a cause that cannot be left behind.
Fabrizio Milazzo interprets and describes the aesthetics of the party harking back to: rebel, brave, subversive. The party in his vision is a free space that shows fashions, sexuality and different that Fabrizio tried to show in his photographs.

eterotopie / 27 maggio 2019

Costanza Quatriglio, Paola Caridi e Marta Bellingreri dialogano con l’autrice.

retrovie italiane / 27 maggio 2019

A partire dai filmati d’archivio che ripercorrono i giorni dell’impresa lunare del 1969, una conversazione che evoca apologie, elegie, digressioni e dissensi intorno a un tema su cui si confrontarono alcuni maestri del cinema e della letteratura italiana di quegli anni (da Pasolini a Ceronetti e Manganelli, da Bertolucci a Fellini).

letterature queer / 27 maggio 2019

Incontro con il movimento per i diritti dei/delle sex worker

Daniela Tomasino incontra Pia Covre e Ethan Bonali

Quali sono i desideri e le speranze delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso? Un confronto tra autodeterminazione, criminalizzazione e stigma.

letterature queer / 27 maggio 2019

Pietro Pitarresi, F.P. Alexandre Madonia e Giuseppe Burgio dialogano con il curatore del volume Massimo Prearo

[ita]

Attivista, intellettuale e saggista, Mario Mieli fu anche attore e poeta, autore impegnato in un lavoro di scrittura pervasa da intenzioni politiche innovative che lo hanno reso uno dei protagonisti più radicali della storia culturale italiana del secolo scorso. Strumento indispensabile per comprendere l'evoluzione del suo pensiero, questo volume ne compendia la ricerca teorico-politica, che si espresse nella partecipazione ai primi collettivi italiani di liberazione omosessuale per poi confluire in un percorso personale e in una visione della società in chiave anticapitalistica. Gli interventi raccolti spaziano dalle osservazioni sull'attivismo e sull'esperienza omosessuale degli anni Settanta, al posizionamento all'interno o a margine del movimento, alla politica e all'estetica del travestitismo e della transessualità. Un pensiero che presenta intuizioni e sintesi brillanti accompagnate da letture scientifiche e si arricchisce delle discussioni tra compagne e compagni, di attraversamenti estetici, poetici e geografici. Capace di anticipare molti temi dell'attuale dibattito, fino a includere preoccupazioni e convinzioni ecologiste e antimilitariste, osservazioni etnografiche della scena gay urbana, Mieli individua come punto da cui ripartire l'oppressione della femminilità di ogni essere umano: solo nella sua liberazione è possibile infrangere il predominio fallico e mettersi al lavoro per costituire una nuova comunità. Il volume è accompagnato da un'introduzione e da una biografia critica che restituiscono i momenti chiave della formazione esistenziale e politica di Mieli.

[eng]

An activist, intellectual and essayist, Mario Mieli was also an actor and poet, an author engaged in a work of writing pervaded by innovative political intentions that made him one of the most radical protagonists of Italian cultural history of the last century. This collection of essays is a necessary instrument to understand the evolution and development of Mieli critical thoughts. The essays summarize the theoretical-political research of Mieli, which expressed itself in the participation in the first Italian collectives of homosexual liberation and then merged into a personal journey and an anti-capitalist vision of society. The contributes range from observations on activism and the homosexual experience of the Seventies, to positioning within the movements, the politics and the aesthetics of transvestitism and transsexuality. The book reconstruct a thought made of perceptive insights and summaries sustained by scientific readings; it is enriched by discussions between companions and aesthetical, poetic and also geographical crossovers. Able to prefigure many topics of the current debate, including ecological concerns and convictions and antimilitarist, ethnographic observations of the urban gay scene, Mieli identifies as a starting point the oppression of the femininity within every human being: only in the liberation of this aspect might contribute to break phallic dominance and working to build a new community. The book includes an introduction and a critical biography that show the key moments of Mieli's existential and political formation.

letterature queer / 27 maggio 2019

Elena Mignosi e Daniela Tomasino dialogano con l’autrice.

[ita]

Di cosa è fatto il desiderio? Una domanda che si nasconde dentro i sei racconti scritti da Delia Vaccarello e a cui rispondono sei storie intrecciate all'eros e ai suoi segreti. Uno sguardo sensuale, una carezza accennata, una spalla poco scoperta, un sospiro dietro l'orecchio: tra luci soffuse e ombre voluttuose, l'autrice indaga la dimensione erotica dei complessi personaggi di Desiderio. Racconti di eros, segreti, bugie, proiettando la narrazione oltre il corpo e abbattendo i tabù che lo censurano, con l'intenzione di rendere esplicito – non volgare – il sesso. Non importa se questo avvenga tra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna. L'argomento unico che unisce questi racconti è l'essere umano, l'amore e il suo mistero. L'essere umano nudo e fragile. Erotico.

[eng]

What is the matter of the desire? This is a question hiding behind the six short stories focussed on the secrets of eros written by Delia Vaccarelo. A sensual glance, a hinted caress, a slightly uncovered shoulder, a whisper behind the ear: between soft lights and voluptuous shadows, the author investigates the erotic dimension of complex characters of her stories. Desire. Stories of Eros, Secrets, Lies casts the narration beyond the body and it overthrows the censoring taboos, with the intention to explicit the sex without exhibition of obscenities. It does not matter if sex would be between a man and a woman, man and man or woman and woman. The only one argument that connects the short stories is the love and the mystery behind the human being, in its complete nude fragility and eroticism.

letterature queer / 27 maggio 2019

Ambra Carta (Università di Palermo), Salvatore Ferlita (Università “Kore” di Enna) e Massimo Milani (Palermo Pride) presentano Domenico Conoscenti, I neoplatonici di Luigi Settembrini. Gli amori maschili nel racconto e nella traduzione di un patriota risorgimentale, Mimesis 2019 (vincitore del Premio Studi GLBTQ Maurice 2016) alla presenza dell'autore.

[ita]

Divertissement in forma di traduzione anonima, edito nel 1977, un secolo dopo la morte dell'autore, I neoplatonici ha suscitato giudizi contrapposti e tenaci fraintendimenti. Alieno dal farsi portavoce di un outing postumo, il saggio rintraccia negli scritti del patriota-scrittore il suo punto di vista sull'omosessualità ed evidenzia le peculiarità dei protagonisti, i quali ignorano – in contrasto con l'opera di Luciano di Samosata, tradotta dallo stesso autore – lo statuto canonico della pederastia e la fissità dei ruoli sessuali, vivendo un'insolita parabola erotica che sfocia in una borghese bisessualità. Infrangendo la consegna del silenzio, grazie alla sua conoscenza del mondo antico Settembrini ci lascia una visione originale del vizio innominabile, immaginata mentre l'Europa si avvia verso un ambiguo processo di medicalizzazione dell'omosessualità. Aperto dalla prefazione di Maya De Leo, il saggio è seguito da un'appendice che consegna al lettore I neoplatonici in una versione più aderente al manoscritto originale.

[eng]

A century after the death of the author, The Neoplatonics, that was published in 1977, seems like a divertissement delivered in an anonymous translation. The text provoked controversial opinions and tenacious disagreements. In contrast to be a sort of spokesman for a posthumous outing, this essay tracks down the point of view of the patriot-writer about homosexuality and it remarks the particularity of the main characters who ignore the canonical status of pederasty and the fixity of sexual roles, experiencing an unusual erotic parable that leads to a bourgeois bisexuality – in contrast with the Luciano of Samostata’s work translated by Luigi Settembrini. Breaking the delivery of silence, thanks to his knowledge of the ancient world, Settembrini provide us with an original vision of the unmentionable vice, figured while Europe is moving towards an ambiguous process of medicalization of homosexuality. The book is opened by the preface of Maya De Leo; it also includes an appendix that gives at the reader amore adherent version of the original manuscript.

eterotopie / 25 maggio 2019

Syrian Films after 2011 – Between Documenting and Creativity

31 maggio 2019, ore 14.00-18.00 *
Sala Bianca / Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia
Cantieri Culturali alla Zisa – Palermo

Esiste la possibilità di fare un film durante la guerra?
Quante sono le probabilità?
Cosa vogliono i media? Cosa vuole il Governo? Cos’è che sto vedendo Io?

retrovie italiane / 23 maggio 2019

[ITA]

“Di tutte le persone, il meno insopportabile è un misantropo”. Queste le parole di Emil Cioran su Guido Ceronetti, fondatore del Teatro dei Sensibili, traduttore, scrittore e poeta. Ma il misantropo non è che una delle sue sfaccettature: di fronte allo sfacelo che ha assunto ai suoi occhi la società contemporanea non può che assumere questo atteggiamento, ma un’onda di gioia e consolazione è quella che emana dal suo teatro, dalla sua poesia. Il mestiere di dare gioia è un mestiere duro: richiede un’assoluta dedizione e una continua autoanalisi, non lascia spazio alla costanza e alla regolarità di una vita pensata e vissuta a metà. Queste le premesse della storia di una ricerca artistica e spirituale unica, che interroga la tradizione antica e moderna riportandola costantemente a una vita nuova, ricca di una eco traboccante che dubita e riempie.

[ENG]

“Of all people, the less unbearable ones are misanthropes”. This is What Emil Cioran had to say on Guido Ceronetti, who was the founder of Teatro dei Sensibili, as well as a translator, a writer and a poet. But he’s not just a misanthrope: that’s the attitude he had to have because of the debacle that contemporary society has become to him, but there’s a wave of joy and consolation that spreads from his plays and his poems. The job of giving joy is a hard one: it requires absolute dedication and it leaves no room for the steadiness and regularity of a half-thought or half lived life. This is the premise of the story of a unique artistic and spiritual pursuit, that questions ancient and modern tradition to continuously give it a new life, a life that’s enriched by an overflowing echo that doubts and fulfills.

retrovie italiane / 23 maggio 2019

[ITA]

Un affermato soprano americano, Caterina Silveri, dopo la morte del marito e manager Douglas Winter lascia gli Stati Uniti e si stabilisce a Roma con il figlio Joe. Dalle atmosfere composte di una vita americana a Brooklyn, madre e figlio vengono catapultati in una sensualissima Roma dai colori bruciati dal sole. La città è illuminata anche di notte da una luna che dona visioni, svela e nasconde, riflette desideri, li perverte, li plasma finché non si svela come la guida che attraverso la sua attrazione fatale mostra i conflitti e li compone.

La luna più che un film è un gioco di specchi sul perdersi e il ritrovarsi, sul non riuscire a rivedersi nel mondo senza una guida e un modello, su come i percorsi individuali siano inesorabilmente intrecciati nonostante la nostra temporanea cecità, il nostro nasconderci dietro ciò che accettiamo come vero.

[ENG]

A well-known American soprano, Caterina Silveri, after the death of her husband and manager Douglas Winter, leaves the United States and settles up in Rome with her son Joe. Suddenly from the sober atmospheres of their American life in Brooklyn they are thrown to a sensual, drenched-in-sun Rome. By night the city is lit by a moon that gives visions, unveils and hides, reflects wishes, shapes and perverts them; until it reveals itself to be a guide that shows conflicts and settles them by her fatal attraction.

The moon is a game-of-mirrors movie on losing oneself and find it again, on not being capable to have a place in the world without a guide, on how individual paths are necessarily intertwined despite our superficial blindness, despite the habit of hiding behind what we accept as true.

eterotopie / 23 maggio 2019

[ITA]

Il film racconta la storia di tre donne in tre città differenti. Donne che si sono arrese alla vita. Una vive a Damasco. Ha smesso di parlare con gli altri, isolandosi nel suo appartamento. La seconda ha lasciato Damasco a causa della guerra trasferendosi in Svezia, dove si rifugia nei suoi dipinti, sperando tramite tramite essi di liberarsi del tormento del passato. La terza è finita a Vienna e affronta un futuro incerto, come il fantasma di una donna fuggita da Vienna dopo la Seconda Guerra Mondiale. È una discussione tra l’interiore e l’esteriore – una conversazione impossibile.

Lo sguardo attento e sincero della regista ci restituisce così dei ritratti intimi e accorati di anime altrimenti invisibili, sconfitte da una guerra che non gli è mai appartenuta.

[ENG]

The film narrates the story of three women in three different cities. They have given up on life. One lives in Damascus. She has stopped speaking to others entirely, isolating herself in her flat. The other has left Damascus as a result of the war and went to Sweden, where she imprisons herself in her paintings, hoping through them to rid herself of the torments of the past. The third ended up in Vienna and faces an unknown future, like the ghost of a woman who fled Austria after the Second World War. It is a conversation between the interior and exterior – an impossible conversation.

The director’s attentive and authentic gaze hence pay us back the otherwise invisible souls’ intimate and heartfelt portraits, defeated by a war that never belong them.

panorama queer / 23 maggio 2019

[ITA]

1996: il protagonista del cortometraggio (possibilmente Hoolboom stesso) è un trentacinquenne sieropositivo da ormai 8 anni che riflette sulla propria condizione di malato osservando i cambiamenti cui è soggetto il proprio corpo. E lì dove il linguaggio si arena, liquidando le immagini come infantili e banali, inizia ad aprirsi uno scarto dove si insinua il desiderio e dove continua a sgorgare la vita.

Movimenti coreografici, rime visive, giustapposizioni sinestetiche ed efflorescenze caleidoscopiche si manifestano sullo schermo fino a dilatare l’immagine e il suo senso presunto. Perché, se “qualsiasi uomo che esprime i suoi veri sentimenti è una drag queen”, non resta che tentare il rappacificamento con il corpo, far sì che la sua sofferenza non lo trasformi in un oggetto slegato dall’interiorità.

[ENG]

1996: the protagonist of this short film (seemingly Hoolboom himself) is a thirty-five-year-old HIV-positive man who, for the past 8 years, has been reflecting on his condition of patient observing the changes which his body is subjected to. And there, where language runs aground, dismissing the images as childish and trivial, a gap begins to opens up where desire creeps in and where life continues to flow.

Choreographic movements, visual rhymes, synesthetic juxtapositions and kaleidoscopic efflorescences manifest on screen until they dilate the image and its alleged sense. Because, if “any man who expresses his true feelings is a drag queen”, all that remains is to try to reconcile with the body, to ensure that his own suffering does not transform it into an object disconnected from his inner self.

panorama queer / 23 maggio 2019

[ITA]

Il fragore degli scoppi e le immagini del solenne, risoluto incedere dei manifestanti riscaldano l’atmosfera prima che abbia luogo una conferenza. I luoghi, visualizzati e/o ascoltati, si sovrappongono e annullano ogni frontiera precostituita. Ricorrendo a digressioni storiche che si aprono a una messinscena in costume o, ancora, a una dimensione futuristica, si ritorna però alla rivoluzione in marcia, in cui tanti individui/“io” cercano un “noi” da cui far ripartire la società.

Basato su un discorso tenuto da Paul B. Preciado nel 2003 a Londra e intitolato “Pharmacopornographics counter fiction”, (S)he Said That prende in disamina la continua trasformazione del potere che disciplina i corpi, vincolati a una catena di montaggio in cui riproduzione sessuale e produzione di capitale sono le facce della stessa medaglia: quella del controllo biopolitico.

[ENG]

Roaring explosions and images of the solemn, resolute gait of the protesters warm up the atmosphere before a conference begins. The places, displayed and/or heard, overlap and efface every pre-established boundary. By resorting to historical digressions that opens up to a costume drama or even to a futuristic dimension, we return though to the revolution on the march, in which many individuals/“I” look for a “we” from which to restart the society.

Based on a talk by Paul B. Preciado delivered in London in 2003 and entitled “Pharmacopornographic counter fiction”, (S)he Said That examines the continual transformation of the power that disciplines the bodies, bound to an assembly line in which sexual reproduction and production of capital are two sides of the same coin: that of biopolitical control.

panorama queer / 23 maggio 2019

[ITA]

Una giovane donna arriva su un’isola remota per mettersi tutto alle spalle, rifugiandosi in un moderno studio utopia. Tutto quello che le serve è la quiete e una pace ristorativa, ma la sua permanenza è bruscamente interrotta da un’intrusa: un’artista le cui installazioni acustiche disturbano tutto quello che la ha da offrire il vuoto dell’abitazione spartana. La tensione tra le due donne cresce e la calma immota dà vita a una crescente frustrazione e rabbia. Emergendo dalla natura selvaggia, la casa diventa il terzo personaggio della storia – un labirinto in cui personalità contrastanti si incontrano e stili di vita differenti e aspettative si scontrano.

Fra mistero, erotismo e ironia, un film potente e sinuoso, lodato pubblicamente da Nicolas Winding Refn.

[ENG]

A young woman comes to a remote island to get away from it all, taking refuge at a modern studio utopia. All she needs is restorative peace and quiet, but her stay is jarringly interrupted by an intruder: an artist whose acoustic installation disturbs everything that the starkly empty house has to offer. The tension between the two women rises and the motionless calm gives way to growing frustration and anger. Emerging from the wilds of nature, the house becomes the third character of the story – a labyrinth in which contrasting personalities meet and differing lifestyles and expectations clash.

Trough mistery, etorism and irony, a powerful and sinous movie, publicly praised by Nicolas Winding Refn.